Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

lunedì 16 ottobre 2017

WYATT EARP-La leggenda -Mini Recensione-

Mai fidarsi di un film mai uscito al cinema che trovi  quasi per caso su Sky.
Un western davvero pessimo, sotto ogni punto di vista: attori bamboccioni mai visti prima, girato coi piedi, scenografie cittadine da parco dei divertimenti, fotografia e messa in scena da denuncia (perfino il mio cortometraggio western ha un aspetto più professionale) ed effetti sonori delle "pistolettate" che paiono quelle delle armi giocattolo per bambini.
L'unica scena divertente (ma telefonata) è il presunto primo incontro tra Wyatt Earp e Doc Holliday, storicamente mai avvenuta.
Un imbolsito Val Kilmer è l'unico attore che si salva nel cast, ma deve essersi ridotto proprio male per aver accettato di recitare in una zozzeria simile.
Il peggior film western di tutti i tempi.

VOTO: 1



lunedì 9 ottobre 2017

SCALA AL PARADISO -Mini Recensione-

Ecco un meraviglioso film con l'ineffabile David Niven.
Seconda guerra mondiale. Un pilota inglese, ultimo membro dell'equipaggio ad essere rimasto a bordo di un bombardiere in fiamme sopra il canale della Manica, dopo aver parlato alla radio con un'operatrice americana (la bella Kim Hunter), decide di lanciarsi. Apparentemente salvo, dopo aver conosciuto di persona l'americana ed essersene innamorato, inizia ad avere strane visioni dell'aldilà...
Un film quasi bizzarro, che inizia come un film di guerra per poi sconfinare nel fantastico.
Grande prova  d'attore di David Niven, molto valida la regia del duo Power e Pressburger e ottima la fotografia, con l'uso del bianco e nero per rappresentare quello che dovrebbe essere il paradiso.
Una pellicola dalle molteplici chiavi di lettura. Le visioni del protagonista sono solo frutto della sua immaginazione? O sta accadendo veramente?
Un piccolo gioiello che consiglio di riscoprire.


VOTO: 8



venerdì 6 ottobre 2017

DRAG ME TO HELL -Mini Recensione-

Forse dovrei rivedermelo, ma credo di essere uno dei pochi che lo ritiene un film non del tutto riuscito.
Il plot è interessante: una vecchia zingara lancia una maledizione alla giovane impiegata di banca che, per ottenere una promozione,  non le aveva concesso una proroga per il pagamento di un prestito precedentemente ottenuto...
Il film secondo me funziona fino alla fine del secondo atto, dove troviamo l'horror e il black/humor tipico del Raimi dei tempi d'oro assieme a molte scene da brivido che non si vedevano dai tempi de La Casa.
E' pure politicamente scorretto quanto basta.
Ma circa a metà pellicola c'è un passaggio nella trama, anche piuttosto ingenuo, che ti fa palesemente capire come andrà a finire la storia. Praticamente Raimi, che è anche lo sceneggiatore, si auto spoilera il finale.
Un dettaglio che mi fece davvero incavolare fin dalla prima visione al cinema, che di fatto rovina l'intero film.

VOTO: 6-



domenica 1 ottobre 2017

OCTOBER LIST

Ogni tanto torno ad occuparmi anche di romanzi.
Ecco quindi una veloce recensione di OCTOBER LIST, un thriller firmato da Jeffery Deaver.
Trama: una bambina rapita e una madre che per salvarla deve recuperare una misteriosa lista...
Devo dire che mi aspettavo molto da questo romanzo, che ha la particolarità di iniziare con l'ultimo capitolo, per poi proseguire a ritroso, temporalmente parlando, fino all'inizio della storia.
Un esperimento interessante, ma molto pretenzioso.
Adoro Deaver, ma bisogna anche ammettere quando uno dei proprio idoli sbaglia clamorosamente.
Non è un brutto romanzo, anche perché ci sono i soliti elementi tipici di Deaver, compreso l'immancabile Plot Twist finale ma, una volta arrivato all'ultimo capitolo, mi sono sentito davvero preso in giro. 
Non farò spoiler, dico solo che usando una specie di "spiegone" finale (o iniziale, a seconda del punto di vista) son capaci (quasi) tutti,
Da uno come Deaver mi sarei davvero aspettato un romanzo scritto alla rovescia che potesse essere letto indifferentemente sia partendo dalla prima pagina, sia dall'ultima, viste le premesse e il suo talento.
Sei un autore di thriller da milioni di copie vendute, non un dilettante alle prime armi: mettici un po' più di impegno per creare un qualcosa davvero di originale, oppure lascia perdere, se il risultato è questo.
Da leggere solo se si è un vero fan di Jeffery Deaver, altrimenti lasciate perdere.





sabato 30 settembre 2017

CATCH .44 -Mini Recensione-

Per la serie: non basta avere Bruce Willis nel cast per girare un film alla Tarantino, e lo scrive uno che non è proprio un grande fan di Quentin.
La storia riprende il solito cliché: banda criminale improvvisata (tre ragazze, in questo caso) e un lavoro (sporco) apparentemente semplice che finisce in disastro...
Non funziona nulla in questa pellicola, partendo dalla trama (tutto già visto, come detto), passando al montaggio NON cronologico delle scene (senza essere Tarantino), fino alla recitazione mediocre e svogliata di Bruce Willis e Forest Whitaker.  Abbiamo poi dialoghi pieni di parolacce messe lì a caso, con i protagonisti che raccontano barzellette e storielle sconce che non fanno ridere e l'immancabile "stallo alla messicana", il tutto perché fa molto Pulp Fiction. 
Ma non basta conoscere a memoria i giusti ingredienti per essere in grado di preparare un buon piatto.
Insomma, evitate come la peste questo film, non a caso uscito direttamente per l'Home Video anche negli USA.

VOTO: 4,5







venerdì 29 settembre 2017

I DUE NEMICI -Mini Recensione-

Un classico della commedia italiana ma di co-produzione inglese, come si evince anche dalla regia di Guy Hamilton.
Non a caso la sceneggiatura è di Age & Scarpelli e Suso Cecchi D'amico, cosa che si nota praticamente subito.
La storia è quella di un reparto italiano in Abissinia nel 1941 che, sotto la guida del capitano Blasi (Alberto Sordi), dovrà vedersela con i soldati inglesi del Maggiore Richardson (David Niven), scambiandosi il ruolo di vincitori e vinti più volte nel corso del film...
Ok, siamo alle solite: i soldati italiani sono rappresentati come dei lavativi, pronti a tirarsi indietro alla prima occasione anziché combattere, con tanto di commento musicale apposito per sottolinearlo. Ma pure gli inglesi sembrano piuttosto stereotipati, nonostante alla fine facciano una figura migliore.
E' probabile che gli sceneggiatori volessero sbeffeggiare il colonialismo e l'entrata in guerra del regime fascista, riuscendoci per altro benissimo (basti vedere l'uso che viene fatto della canzone Faccetta nera), però una leggera sensazione di déjà vu l'ho provata.
David Niven e Alberto Sordi sono comunque mostruosi, tanto che è difficile scegliere il migliore, nonostante la recitazione di Sordi un po' troppo sopra le righe per i miei gusti.

N.B.
Mi sono visto la versione non doppiata, dove tutti gli italiani parlano in inglese con un marcato accento maccheronico.

VOTO: 8




giovedì 28 settembre 2017

NIDO DI VESPE -Mini Recensione-

Uno dei pochi action francesi che, pur "scimmiottando" quelli americani, alla fine porta a casa la pagnotta.
Gli sbirri incaricati di scortare un boss della mafia albanese sono costretti a rifugiarsi in un magazzino della periferia di Strasburgo, dove una banda di ladri sta tentando di portare a termine un furto...
E' praticamente un remake non ufficiale di DISTRETTO 13 di John Carpenter ma ci sono anche citazioni ad altri film, come ALIENS-Scontro finale e I MAGNIFICI 7, tanto per citarne un paio.
Buono il cast internazionale, con un sorprendente Valerio Mastandea nei panni di un poliziotto dell'Interpol, assieme a Nadia Farès, Benoìt Magimel e Pascal Greggory.
Non male la regia di Florent Emilio Siri.
Peccato per l'abuso di alcuni cliché da film americano che i francesi si ostinano a riciclare (male) in salsa d'oltralpe.

VOTO: 7+



mercoledì 27 settembre 2017

I CANNONI DI NAVARONE -Mini Recensione-

Sto decisamente diventando nostalgico.
Ecco un altro (grande) film bellico d'altri tempi con la classica missione quasi impossibile di un eterogeneo commando durante la seconda guerra mondiale.
Certo, a Gregory Peck nei panni del capitano inglese mancano modi e, sopratutto, l'accento british, ma basta la sua presenza scenica per rimediare.; c'è anche Antony Quinn, una garanzia in questo genere di pellicola.
E poi c'è l'incomparabile David Niven, in un ruolo che sembra avere meno spazio rispetto agli altri due, ma che nel terzo atto riesce a venir fuori, oscurandoli entrambi, in almeno un paio di scene.
La regia del discontinuo  J. Lee Thompson qui è asciutta e concreta quanto basta e anche gli effetti speciali, seppur datati, non sfigurano più di tanto.
Quasi dimenticavo la colonna sonora firmata dal grande Dimitri Tiomkin.

VOTO: 7,5



martedì 26 settembre 2017

BLACK HAWK DOWN -Mini Recensione-

Credo sia il miglior film di Ridley Scott e il miglior film bellico d'ambientazione moderna.
Il ritmo è serratissimo, grazie anche ad un enorme lavoro di montaggio di Pietro Scalia (da esaurimento nervoso, viste le infinità di inquadrature mosse girate con la camera a mano) per un Oscar strameritato; un film corale composto da un cast di giovani promesse dell'epoca, molte delle quali si son perse poi per strada.
I difetti però ci sono, tipo la solita ridondante retorica americana, con i somali che sembrano tutti sporchi e cattivi mentre invece tra i militari USA non mancano gli ufficiali impassibili tutti d'un pezzo.
Comunque sono 2 ore e passa di grande e "serio" intrattenimento.

VOTO: 7,5







lunedì 25 settembre 2017

I GUERRIERI DELLA NOTTE -Mini Recensione-

Uno di quei film dell'infanzia, che attendevo in TV come un evento e, soprattutto, decisamente migliore di come lo ricordavo.
I Warriors, durante un raduno di bande nel Bronx, vengono accusati ingiustamente di aver ucciso il leader dei Riffs.  Soli, in territorio nemico e braccati dalle gang rivali in cerca di vendetta, dovranno far ritorno a Coney Island cercando di portar a casa la pelle...
Il film ha un ritmo vertiginoso, un sacco di scene d'azione e di lotta magistralmente dirette da Walter Hill, una strepitosa colonna sonora da fine anni '70 e l'ottima fotografia notturna di Andrew Laszlo.
I membri del cast, James Remar e David Patrick Kelly a parte (che diventeranno attori feticcio di Hill) non avranno poi una grande carriera, ma sono tutti perfettamente in parte.
Un film probabilmente sottovalutato all'epoca, oggi un vero e proprio cult.
Da segnalare la versione Director's Cut, dove troviamo un prologo a disegni, che fa un parallelismo tra la storia del film e quella di antichi guerrieri greci in terra persiana, e degli inserti in stile fumetto che rovinano un poco il ritmo indiavolato della versione originale.
Meglio recuperare quella uscita al cinema nel 1979.

VOTO: 8,5



domenica 24 settembre 2017

RACE -IL COLORE DELLA VITTORIA -Mini Recensione-

Opera biografica sulle gesta di Jesse Owens alle olimpiadi del 1936 (ma non solo), con l'attore Stephan James nei panni del protagonista.
Un film probabilmente non abbastanza apprezzato da pubblico e critica che mi ha davvero sorpreso, anche perché ha almeno un paio di scene notevoli; e non tanto per come sono state girate, ma per quello che rappresentano e mostrano.
Owens, ad un certo punto, si ritroverà  a pensare che nella Germania nazista potrebbe avere quasi più diritti che nei democratici USA dove è nato e cresciuto. E' una contraddizione che funziona alla grande, che fa riflettere, senza nessuna retorica. Sarà proprio un atleta tedesco, che lui batterà in pista, a fargli comprendere a fondo l'orrore del nazismo.
Ma una volta tornato in patria da vincitore, Jesse Owen tornerà ad essere trattato da uomo di colore, com'era prima di diventare un campione olimpico.
Non solo un ottimo film sportivo, quindi.
La regia di Stephen Hopkins è abbastanza pulita, senza fronzoli e piuttosto semplice; il che non è detto che sia un male per un film come questo.
E' ben recitato, con ottime scenografie e storicamente abbastanza fedele, anche se Avery Brundage, interpretato da Jeremy Irons, è rappresentato in maniera un tantino troppo positiva.


VOTO: 7,5





venerdì 22 settembre 2017

IL TRENO -Mini Recensione-

E' sempre un piacere riscoprire vecchi film di cui avevo un vago ricordo perché visti l'ultima volta ai tempi dell'infanzia.
Questo è uno di quelli.
Grande Burt Lancaster, perfetto nella parte del disilluso eroe del film, apparentemente anche codardo, che fino alla fine pare non capire l'importanza di salvare dai nazisti quel treno carico di opere d'arte, anche a costo di sacrificare vite umane; sembra quasi che sia il destino, o la "sfortuna", a costringerlo ad andare avanti. Paradossalmente ne è più ossessionato il suo avversario, il  Colonnello Von Waldheim, ottimamente interpretato dall'attore inglese Paul Scofield, che arriva addirittura a disubbidire agli ordini per cercare di portare in Germania il suddetto treno.
Grande la fotografia in bianco e nero che rende più cupa l'atmosfera del film, compreso il finale, che non pare poi tanto a lieto fine...
Asciutta e pulita la regia di John Frankenheimer, subentrato ad Arthur Penn per volontà di Lancaster.

VOTO: 8,5



giovedì 21 settembre 2017

FORZA 10 DA NAVARONE -Mini Recensione-

Sequel fuori tempo massimo de I CANNONI DI NAVARONE del 1961, dove al posto di Gregory Peck e David Niven troviamo il grande Robert Shaw ed Edward Fox.
In più abbiamo Harrison Ford, un giovane Carl Weathers e Franco Nero.
La regia del "Bondiano" Guy Hamilton non è male, anche se tipica degli anni '70, ma la storia non sempre pare funzionare. Il tono generale del film è piuttosto leggero, i battibecchi tra i due protagonisti sono molto divertenti, ma certe scene li ho trovate un po' troppo sopra le righe; effetti speciali ormai datati.
Robert Shaw non delude mai, mentre Harrison Ford pare a tratti annoiato.
Franco Nero non è assolutamente credibile nel ruolo della spia nazista ma pazienza.
Tirando le somme, il film non annoia ma è alquanto imperfetto.

VOTO: 6


martedì 19 settembre 2017

BELOW -Mini Recensione-

Seconda guerra mondiale. Un sommergibile (e non sottomarino come leggo ovunque) americano raccoglie i tre unici sopravvissuti all'affondamento di una nave ospedale. Uno di loro è un'infermiera, che subito crea scompiglio in quando donna e, quindi, portatrice di sventura per i superstiziosi marinai. Poco dopo, strani e inquietanti fenomeni iniziano a manifestarsi a bordo...
Un interessante thriller dai toni soprannaturali ambientato durante la WW2, co-sceneggiato da Darren Aronofski; è bello teso, claustrofobico e con buoni colpi di scena.
David Twohy probabilmente è più bravo a sceneggiare che a dirigere, ma qui riesce comunque a fare bene anche il regista. Forse c'è qualche cliché di troppo, assieme a qualche licenza/forzatura storica riguardo i sommergibili del secondo conflitto mondiale, ma il film funziona.
La protagonista  femminile Olivia Williams non delude, così come il versatile  Bruce Greenwood; da segnalare anche un giovane Zach Galifianakis.
Da recuperare.

VOTO: 7




domenica 17 settembre 2017

007 VENDETTA PRIVATA -Mini Recensione-

Secondo e ultimo film di Bond interpretato da Timothy Dalton.
La pellicola parte bene, con un prologo davvero spettacolare e un notevole stunt.
Anche il Villain di turno, il granitico Robert Davi, funziona; ma la parte centrale del film mi ha proprio annoiato. Anche il regista John Glen pare quasi svogliato, a tratti.
La Bond girl è insulsa e caratterizzata malissimo: ci viene presentata come un'agente della CIA che sa difendersi durante una rissa in un bar ma poi diventa inspiegabilmente timida, impacciata e gelosa di Bond, per poi tornare a sprazzi capace di prendere a calci chiunque.
Buona l'idea di dare spazio a Q facendolo scendere "in campo" ma continuo a ritenere che i gadget di Bond risultino troppo improbabili e naif per un (relativamente) moderno action movie.
La colonna sonora di Michael Kamen, quando non richiama il tema bondiano per eccellenza, risulta troppo simile a quella di Die Hard; era lo stile di Kamen, d'accordo, ma mi aspettavo l'arrivo di McClane da un momento all'altro...
Il ritmo e la storia si riprendono nel finale, riuscendo quindi a strappare almeno la sufficienza.
Peccato non abbiano dato un'altra possibilità a Timothy Dalton perché qui secondo me funziona comunque alla grande.




venerdì 15 settembre 2017

007 ZONA PERICOLO -Mini Recensione-

Personalmente ritengo Timothy Dalton un Bond sottovalutato, così come questo film.
Mi sono ricreduto su Dalton dopo averlo visto in lingua originale, dove ovviamente si può apprezzare maggiormente la performance di un attore.
Il suo Bond non è spaccone come quello di Moore, né rude e un tantino bastardo come quello di Connery e forse è ancor meglio di Brosnam, che l'attore gallese sostituì all'ultimo momento (L'insulso Lazemby non lo considero nemmeno). 
Avrebbe meritato di interpretare almeno un terzo film.
Questa pellicola poi, che ho appena rivisto, mi piace un sacco.Certo, la prima parte contiene alcune ingenuità e scene sopra le righe più adatte al Bond di Moore, perché sembrano in contrasto col tono serio e credibile che Dalton cerca di dare a tutta la storia, ma la seconda parte diventa un solido action anni '80 ben girato.
John Glen è probabilmente il miglior regista dei film di 007 e le scene d'azione non deludono.
Grande anche Art Malik, che interpreterà qualche anno dopo il cattivone di True Lies.
Molto anni '80 ma ancora orecchiabile la canzone dei titoli di testa degli a-Ah.
Un film da rivalutare.




martedì 12 settembre 2017

ATOMICA BIONDA -Mini Recensione-

Un action movie con una specie di Jason Bourne al femminile (tratto da un fumetto) ambientato nella Berlino est del 1989...
Il trailer prometteva bene, adoro Charlize Theron, soprattutto in versione Bad Ass e i combattimenti a mani nude che si vedono nel film non deludono: sono ben girati, con lunghi piani sequenza, violenti, crudi e abbastanza realistici. Del resto il regista, tale David Leitch, è un ex stuntman esperto in arti marziali.
Charlize è super sexy e c'è anche un pizzico di sesso lesbo. Pure l'atmosfera da anni '80 è ricreata piuttosto bene.
Ma la trama?
Praticamente abbiamo la nostra protagonista, una spia dell'MI6 inglese, che durante un interrogatorio davanti ai superiori, fumando una sigaretta dopo l'altra, racconta quello che le è capitato con una serie di flash back.
C'è di mezzo anche l'immancabile lista di agenti segreti da recuperare ma i colpi di scena sono telefonati, con un James McAvoy  quasi irritante.
Insomma, un'occasione sprecata.


VOTO: 6.5




sabato 9 settembre 2017

IL VOLO DELLA FENICE -Mini Recensione-

Altro classico degli anni '60 (e poi della mia infanzia) che incredibilmente fu un flop al botteghino.
James Stewart è uno dei miei attori preferiti; in originale è molto più burbero e antipatico della versione doppiata dal comunque bravissimo Gualtiero De Angelis (che lo faceva apparire più bonaccione), ma anche qui è immenso. 
E ed era un vero pilota, tra l'altro.
Ma anche il resto del cast non scherza: Peter Finch, Richard Attenborough, Hardy Kruger, Ernest Borgnine, George Kennedy.
E Aldrich alla regia.
Ma perché non ne fanno più di film come questo?
Una pellicola che ricordo con ammirazione e fascino fin da quando ero piccolo.

VOTO: 9






Ne ho parlato anche nel mio canale youtube mettendolo al confronto con il remake del 2004. 






venerdì 8 settembre 2017

GIORNO MALEDETTO -Mini Recensione-

Un classico che ho recuperato qualche tempo fa.
Una mattina, un misterioso uomo con una menomazione al braccio sinistro scende dal treno a Black Rock, una sperduta cittadina ai limiti del deserto nel sud ovest degli Stati Uniti e subito crea scompiglio mettendosi a fare domande su un nippo-americano che viveva lì e del quale si sono perse le notizie...
Per me un vero e proprio capolavoro dalle atmosfere western, con un incredibile Spencer Tracy e altri comprimari d'eccezione: Robert Ryan, Ernest Bornigne, Lee Marvin e Walter Brennan, quest'ultimo impagabile come al solito.
Diretto con mano sicura da John Sturges (un grande regista purtroppo sottovalutato) con un'ottima fotografia.
Tre nomination ai premi Oscar del 1956: miglior regia, sceneggiatura e attore protagonista.
Magnifico!



lunedì 4 settembre 2017

DUNKIRK -Mini Recensione-

Da molti definita come la migliore pellicola di Nolan.
Un film corale, intenso, coinvolgente, non prolisso (come invece risultano essere gli altri lavori del regista inglese) e quindi tutto fila via senza perdersi in inutili lungaggini.
Ottimi gli interpreti, anche perché ci sono buonissimi attori per piccole parti (vedi Cillian Murphy).
E poi c'è Tom Hardy: probabilmente l'unico attore vivente capace di recitare in modo eccelso anche con il volto coperto da maschera e occhiali da aviatore praticamente per tutto il film.
Regia di Nolan magistrale, a tratti epica. Il nemico tedesco non si vede mai in faccia ma è sempre presente, non ti molla mai, non ti lascia tregua.
Lo devo ammettere: è un capolavoro!

VOTO: 8,5







sabato 2 settembre 2017

REC -Mini Recensione-

Ottimo horror spagnolo, quando ancora il genere "stile documentario in diretta"  non aveva saturato il mercato e i "cosiddetti".
Lo vidi al cinema assieme ad una banda di ragazzini annoiati che avevano optato per questo film dopo che non avevano trovato posto in un'altra sala.
L'inizio molto lento non prometteva bene, tanto che i ragazzini/e non la smettevano di brontolare e parlare tra di loro, ma quando (nel film) i pompieri e la giornalista scoprono i primi infetti nel palazzo in quarantena, ecco che gli adolescenti annoiati cominciarono ad abbandonare la sala in preda al terrore.
Una cosa mai vista prima!
Davvero, uno dei film più terrificanti degli ultimi anni, girato molto bene dai due registi spagnoli Plaza e Balagueró.  Quando lo rividi la seconda volta a casa, in DVD, mi fece lo stesso effetto, anche se conoscevo già la storia.
Peccato per il doppiaggio e l'adattamento italiano da denuncia e gli inutili sequel che rovinano anche il mistero e l'inquietudine del finale di questo REC.
Non male il remake americano anche se decisamente inferiore.


VOTO: 7,5




mercoledì 30 agosto 2017

TOP GUN -Mini Recensione-

Probabilmente il secondo film icona degli anni '80 per eccellenza (dopo Ritorno al futuro) anche se secondo qualcuno è solo un filmaccio di stampo "Reaganiano"che ha ben poco da dire.
In realtà, se lo si prende per quello che è, non è proprio malaccio.
Tom Cruise era in piena rampa di lancio verso una duratura carriera cinematografica, un Val Kilmer che di lì a poco sarebbe esploso (per durare troppo poco), la classica regia con fotografia patinata e montaggio perfetto di Tony Scott (non c'è una sola inquadratura fuori posto) col difetto però di avere una storia che vorrebbe essere seria ma che invece risulta molto superficiale, tanto che i sensi di colpa per la morte dell'amico del protagonista Maverik/Cruise durano un quarto d'ora, più o meno.
Ma ci si diverte, forse con molta nostalgia degli anni '80, quando quelli come me erano quasi adolescenti e vedevano gli USA come la terra promessa.
Chi se ne frega se i russi vengono ritratti come delle semplici comparse quasi fuori campo (non li vediamo nemmeno mai in faccia) da odiare a prescindere perché comunisti cattivi: dopo tutto eravamo all'apice della guerra fredda (il comunismo sovietico si sarebbe sgretolato tre anni dopo).
E poi c'è la presenza di una giovane e ultra sexy Kelly McGillis che da sola vale mezzo film.






sabato 26 agosto 2017

X-MEN APOCALISSE -Mini Recensione-

Ero restio a guardarmi l'ultimo (per il momento) capitolo sugli X-men per vari motivi: l'ambientazione anni '80 ricreata male, la solita trama da cinefumetto con un nuovo potente cattivone di turno che vuole distruggere il mondo (non ne posso più), il solito Magneto che si redime, poi si incaxxa, poi si redime di nuovo (fino al prossimo capitolo) e la regia del sopravvalutatissimo Bryan Singer (vive ancora di rendita grazie a I soliti sospetti) che si prende troppo sul serio anche in una pellicola con super eroi mutanti (una delle peggiori cose che si possa fare).
Però, dopo un inizio pieno di effettacci digitali stile video game e fotograficamente ben poco realistici, in parte mi sono ricreduto.  A tratti mi sono divertito, merito soprattutto di questa versione di Quicksilver, secondo me il personaggio più "cool" di tutti, tanto che alla fine non mi ha lasciato proprio l'amaro in bocca, anzi.
Un altro grosso difetto però è stata la lunghezza eccessiva.
Mi è sembrato estremamente prolisso, ma forse la colpa è della lungaggine di certe scene spettacolari piene di effetti speciali, che dovrebbero intrattenere lo spettatore ma che, se non gestite bene, rischiano di ottenere il risultato opposto, cioè quello di guardare l'orologio sperando che il combattimento tra il cattivo super potente e gli X-Men finisca presto.
Insomma: non malissimo ma nemmeno bene.

VOTO: 5




martedì 22 agosto 2017

AIR FORCE ONE -Mini Recensione-

Giusto l'altro giorno discutevo con un amico sul fatto che molti critici infilano la politica in qualsiasi film, anche nel peggior (o miglior) action americano.
Be', questo è uno di quei film in cui il messaggio politico c'è, eccome, purtroppo: "Noi americani siamo i migliori, quindi se ci sentiamo minacciati abbiamo tutto il diritto di attaccarvi preventivamente!"
Spero che il motivo di tutto questo sia stato quello di "ruffianarsi" il più alto numero di spettatori americani.

Tornando "seri" (mica tanto), parliamo degli aspetti tecnici.
Ci sono un sacco di cliché ed ingenuità, partendo dal solito "insider" che aiuta i terroristi ad infiltrarsi (anche se non ci viene spiegato il perché), gli stessi  terroristi che mandano un uomo alla volta a cercare colui che li sta intralciando, l'immancabile villain sopra le righe (il comunque bravo Gary Oldman) che si crede nel giusto e il presidente USA che vorrebbe salvare prima gli innocenti, ma contemporaneamente non vuole cedere ai ricatti dei terroristi per principio.
Per non parlare dei membri del suo staff che si immolano al suo posto in un battito di ciglia.
"Signor Presidente, morirò io al suo posto. Non si preoccupi per mia moglie e i miei figli: meglio dei bambini orfani di padre che un Paese orfano del proprio Presidente!"
Ok, questa battuta nel film non esiste, ma il concetto è questo.
E non manca neppure la colonna sonora ridondante di Jerry Goldsmith che con un arrangiamento stile "inno funebre militare" rende il tutto ancora più fragorosamente retorico.
Harrison Ford qui rifà praticamente lo stesso personaggio che abbiamo già visto in Giochi di potere, Il fuggitivo, ecc.
Regia di Petersen non pervenuta ed effetti speciali datati e ridicoli.
Insomma, come NON girare un action movie americano.
Eppure tutto sommato è divertente, se non lo si prende sul serio. Ma non basta per salvarlo.


VOTO: 5







domenica 20 agosto 2017

QUATTRO MATRIMONI E UN FUNERALE -Mini Recensione-

Non sono mai stato un fan di certe sofisticate commedie inglese ma questa è l'eccezione che conferma la regola,  tanto da diventare addirittura uno dei miei film preferiti.
In lingua originale perde però un po' di ritmo nelle battute (in particolar modo nella scena col prete interpretato da Rowan Atkinson), anche perché l'humor inglese non sempre riesce ad andare a segno se non sei British ma il film ne guadagna in qualità (della recitazione), tanto che Hugh Grant sembra ancora più impacciato e tonto ma, soprattutto,  più credibile nel ruolo.
Inoltre si percepisce un'atmosfera molto più surreale, che solo gli inglesi sono in grado di creare.
Bella la MacDowell ma le preferisco di gran lunga Kristin Scott Thomas.
Buona e piuttosto originale la sceneggiatura, pulita e senza fronzoli la regia di Mike Newell.
Adoro sempre rivedere la reazione violenta e isterica di Henrietta/facciadaculo (duckface in origiale) quando il suo promesso sposo ammette di amare un'altra davanti all'altare.

VOTO: 8




martedì 15 agosto 2017

QUEL MALEDETTO TRENO BLINDATO -Mini Recensione-

Mi scusino i fan del regista di Pulp Fiction, ma questo film di Enzo G. Castellari, diventato un cult anche grazie a Tarantino, non riesce proprio a convincermi.
Se il plot  originale pare piuttosto azzeccato, è quasi tutto il resto che non funziona: dialoghi e personaggi al limite del ridicolo o dell'ingenuità, doppiaggio mediocre (o svogliato) e pressapochismo a go-go.
Sto parlando delle divise dei militari, sia dei tedeschi che degli americani, i baffoni e basette da blaxploitation di Fred Williamson (siamo negli anni '70 o nella  WW2?), la pronuncia della lingua tedesca in molte occasioni approssimativa, attori sopra le righe nelle scene di combattimento (il pur bravo Williamson su tutti) e anacronismi vari.
Però molte scene d'azione sono girate bene, ci sono anche un sacco di citazioni ad altri film e non è che ci si annoi. Si nota uno certo impegno, soprattutto considerando i pochi soldi a disposizione, ma rimane un prodotto diretto in modo discontinuo; molte cose sembrano girate in fretta, altre sono molto ben riuscite. L'esplosione finale della stazione ferroviaria è palesemente girata con dei modellini  ma l'ultima parte, quella dell'assalto al treno, è quella che funziona meglio.
Secondo la mia opinione rimane un film sopravvalutato, ma forse nemmeno pessimo come pensavo.




venerdì 11 agosto 2017

INDEPENDENCE DAY -Mini Recensione-

Era il 1996 (una vita fa) e anche io andai al cinema a vedere questa pellicola che si preannunciava spettacolare.
Mi ricordo che per buona metà guardai il film seduto per terra, tanto era piena l'unica sala del piccolo cinema locale.
Ho sempre avuto un piacevole ricordo di INDEPENDENCE DAY, il primo film che riuscì davvero a stupirmi con gli effetti speciali. Rivedendolo dopo alcuni anni è stato un piacere ritrovare lo spaccone Will Smith, l'impacciato Jeff Goldblum, un Bill Pullman nella parte della sua vita (è perfetto nei panni del classico presidente USA che ha davvero a cuore ogni singolo elettore, quello che tutti gli americani vorrebbero avere) e l'impagabile Randy Quaid nel ruolo del pilota ubriacone un po' pazzoide. I personaggi saranno anche caratterizzati in modo poco originale, però tutti sono perfettamente in parte. La storia è la solita "americanata" e il discorso del Presidente Pullman/Whitmore prima dell'attacco finale è retorica USA al 100%, ma chi se ne frega.
Il film è divertente, non è eccessivamente stupido, funziona molto più dell'inutile recente seguito e, come dico spesso, se paragonato ad altri film fracassoni più recenti, anche dello stesso Roland Emmerich (purtroppo), li supera di gran lunga.
(Michael Bay sucks!)

VOTO: 7



martedì 8 agosto 2017

TRAPPOLA IN ALTO MARE -Mini Recensione-

Probabilmente il miglior film interpretato da Steven Seagal ed ennesimo clone di Die Hard.
A parte le parecchie ingenuità di sceneggiatura e i soliti cliché da action movie, risulta pure piuttosto violento nelle scene di corpo a corpo tra il protagonista e i villains di turno, dove Rayback/Seagal ne esce, manco a dirlo, praticamente indenne con un solo graffio in testa.
Il pur bravo Tommy Lee Jones però a volte recita troppo sopra le righe e la cosa personalmente mi ha infastidito.
Le scene d'azione sono ben girate (una delle poche qualità del regista Andrew Davis) e alla fine ci si diverte pure.
Di sicuro è qualitativamente migliore di tanti film action di oggi.
Da rivalutare.

VOTO: 7-


sabato 29 luglio 2017

MONUMENTS MEN -Mini Recensione-

Sulla carta c'erano le premesse per un grande film, con un ottimo cast e una storia affascinante, quella di un improbabile gruppo di esperti d'arte "arruolati" quasi a forza con lo scopo di trovare e preservare le opere d'arte trafugate dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale.
Se tutti gli attori recitano davvero alla grande (anche se Bill Murray risulta quasi sprecato), è la regia di Clooney che non mi ha convinto.
Il film manca di ritmo, alcune scene non vanno a segno e il regista pare quasi non sapere che strada intraprendere, se quella drammatica o quella più leggera da commedia.
Secondo me manca anche di un vero e proprio climax e i nazisti si vedono molto poco per essere una pellicola di questo genere. Non incutono nemmeno timore, dopo tutto.
Un'altra occasione sprecata.


sabato 22 luglio 2017

U-429 Senza via di fuga -Mini Recensione-

Seconda guerra mondale, oceano atlantico.
Uno sparuto gruppo di marinai americani, sopravvissuti all'affondamento del proprio sommergibile, viene salvato da un U-Boat nazista. Ma alcuni americani sono malati di meningite e presto anche i tedeschi iniziano a sentirsi male...
Il plot di questo film bellico di serie B non sarebbe neanche male anche perché il  cast, con William H. Macy su tutti, porta a casa bene la pagnotta. Curiosità: l'attore tedesco Thomas Krestchmann era anche nel cast di U-571.
Regia piattina e vari cliché di trama e caratterizzazione dei personaggi a parte, i problemi riguardano gli innumerevoli anacronismi e pressapochismi presenti nel film. Prima di tutto quelli che vediamo sullo schermo non sono gli interni di un U-Boat tedesco, ma di un altro tipo di sommergibile goffamente "travestito"; per non parlare del resto, tipo le numerose pistole presenti a bordo (nei veri sommergibili nazisti ce n'era una soltanto, ben custodita dal capitano), strumentazioni sbagliate, gente che parla mentre il sonar nemico sta rimbalzando nello scafo e, come in molti film simili, il capitano che usa il periscopio di navigazione anziché quello d'attacco per dare la caccia ai convogli nemici.
Ripeto: il film non sarebbe proprio da bocciare, ma il pressapochismo di molti dettagli mi ha davvero dato fastidio.

VOTO: 5,5





martedì 18 luglio 2017

L'INSAZIABILE -Mini Recensione-

Rivisto dopo qualche anno.
Sinceramente pensavo sia "peggio" che "meglio".
Mi spiego: ero sicuro di averne un ricordo migliore di quello che è in realtà, e in parte è stato così. Però alla fine non mi è dispiaciuto rivedere questo horror.
Il soggetto di partenza e l'ambientazione mi sembravano abbastanza originali, almeno negli anni della sua sfortunata uscita cinematografica. Purtroppo lo sviluppo non mantiene del tutto le promesse. Ci sono un paio di passaggi nel montaggio e nella regia della Bird davvero originali, ma anche altre cose piuttosto imbarazzanti al limite del trash.
Robert Carlyle gigioneggia alla grande, il suo personaggio fisicamente pare quasi Vlad Tepes ed è abbastanza inquietante. Guy Pearce fa la solita parte da cane bastonato che ben gli si intona, quindi va bene.
I dialoghi sono a tratti davvero stupidi e il personaggi interpretato da David Arquette è del tutto inutile, pare messo lì solo per avere l'attore nel cast. Mah...
Ah, ottima la colonna sonora minimal realizzata con gli strumenti e nello stile dell'epoca in cui è ambientato il film che ben aiuta ad rimanere nella giusta atmosfera.
Un discreto horror, sicuramente imperfetto, ma comunque da rivalutare.






domenica 16 luglio 2017

Porzûs -Mini Recensione-

Facendo delle ricerche per l'idea di un romanzo che vorrei scrivere, ho pensato che fosse l'occasione giusta per dare un'occhiata a questo film di Renzo Martinelli, regista che onestamente mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso.
Ora, tralasciando la libera (e dichiarata) interpretazione dello scontro tra partigiani avvenuto a Porzûs in Friuli nel 1945 che avrà comunque indignato molti ex-partigiani e non solo, ci sono molte cose che non vanno in questa pellicola.
A Martinelli piace girare all'americana (o almeno ci prova) ma finisce sempre per realizzare un prodotto che non è né carne, né pesce.
Ritroviamo anche qui le sue inquadrature sbilenche, messe lì non senza un motivo specifico, movimenti di macchina che vorrebbero richiamare, come detto, il cinema d'oltreoceano, e un sacco di primi piani con continui scavalcamenti di campo nelle scene dei dialoghi.
Ci sono pure dei pacchiani effetti di "flashforward" che manco in un corto amatoriale ne ho visti di così brutti.
Gli accenti dei personaggi principali sono tutti sbagliati (essendo friulano di origine li conosco bene) e inspiegabilmente gli attori che interpretano i due protagonisti da giovani parlano con una cadenza palesemente centromeridionale, mentre le loro controparti anziane invece si esprimono con accenti (comunque mal riprodotti) del nord est Italia.
Ma come si fa?
Eppure, tralasciando la realtà storica dei fatti, la sceneggiatura non sarebbe nemmeno malaccio e qualche attore risulta perfettamente in parte, Lino Capolicchio e Gianni Cavina su tutti, assieme a qualche bravo caratterista di contorno; Gastone Moschin, invece, lasciato evidentemente a ruota libera, esagera troppo nella caratterizzazione del suo personaggio finendo per allontanarsi ancor di più dalla sua controparte giovanile.
Insomma, il solito ambizioso film girato in modo grossolano da Martinelli che comunque, nonostante tutti i difetti elencati, non mi ha annoiato.

VOTO: 5,5










giovedì 13 luglio 2017

BLINDATO -Mini Recensione-



Un buon film che per una volta non rispetta la regola del "se è uscito direttamente per l'home video, allora è una schifezza".
Un bel cast, Jean Reno (dall'improponibile accento francese in originale), Laurence Fishburne, Matt Dillon e il granitico Fred Ward.
L'attore protagonista, Columbus Short, ha la faccia un po' da tonto ma tutto sommato anche il suo ruolo funziona.
Forse alcuni personaggi sanno troppo da cliché di film del genere e la pellicola, alla fine, pare più un thriller che un action. 
Comunque, anche se la regia di Antal ha poca originalità, almeno non è troppo fracassona.

Consigliato.







giovedì 6 luglio 2017

SOURCE CODE -Mini Recensione-

Uno dei più interessanti film di fantascienza del nuovo millennio.
Quando RICOMINCIO DA CAPO incontra QUANTUM LEAP e ne viene fuori un film comunque originale.
Jake Gyllenhaal è l'attore perfetto per questo genere di ruolo, lo adoro.
La regia di Duncan Jones non mi ha però particolarmente colpito e certi dialoghi mi son parsi approssimativi; il finale non ha "logicamente" troppo senso ma è abbastanza consueto in una pellicola sui viaggi nel tempo.
Gran bel film, comunque.

Voto: 7







domenica 18 giugno 2017

TERMINATOR 3 - Le macchine ribelli - Mini Recensione

Rivedendolo ora, dopo 14 anni, non mi è sembrato malaccio.
Nel 2003 Schwarzenegger era ancora in forma per interpretare un Terminator in modo convincente, la regia di Mostow non è troppo frenetica e la CGI non era ancora così invasiva come al giorno d'oggi.
Nick Stahl non mi è dispiaciuto nel ruolo di John Connor e anche la sua (futura) compagna non sfigura.
Il problema di questo terzo capitolo della saga rimane la sceneggiatura; non tanto nel plot twist finale, che secondo me ora pare funzionare meglio di quando lo vidi al cinema, ma piuttosto in alcuni buchi narrativi e nella trama praticamente inesistente: la giovane improvvisata coppia viene raggiunta dal Terminator buono che li salva momentaneamente dalla Terminatrix cercando poi di farli sopravvivere a quello che dovrà accadere da lì a poco.
Fine della storia.
Seguono inseguimenti, scazzottate tra Cyborg, distruzioni, sparatorie, ma grazie al cielo Mostow non è Bay.
Ah, dimenticavo: Schwarzy preso a calci da una donna, seppur Cyborg, proprio non è credibile.
Comunque, un film da rivalutare, soprattutto se confrontato con il recente e pessimo reboot della saga di Terminator.

VOTO: 6



domenica 11 giugno 2017

I TRASGRESSORI -Mini Recensione-

Ecco un film di Walter Hill del 1992 bistrattato da critica e pubblico all'epoca della sua uscita.
Due vigili del fuoco trovano una mappa che conduce a dell'oro trafugato 50 anni prima da una chiesa, nascosto in un edificio abbandonato in una zona malfamata. Ma non hanno fatto i conti con la gang che controlla il quartiere...
La sceneggiatura è di Bob Gale e Bob Zemeckis con Bill Paxton e William Sadler come protagonisti: a me tutto questo basta e avanza.
La regia di Hill è buona e le musiche funzionano. Non è una pellicola priva di difetti però: i personaggi spesso agiscono in modo contraddittorio, Ice Cube è proprio un cane di attore e il finale sembra girato frettolosamente.
Ma confrontandolo con molte pellicole action moderne, questo film fa comunque un figurone.
Da rivalutare.


sabato 10 giugno 2017

SPEED -Mini Recensione-

Classico action movie degli anni '90 che per un periodo è stato il mio film d'azione preferito (ho ancora la VHS originale), soppiantato poi nella mia personale classifica dal primo Die Hard.
Forse è invecchiato un po' troppo rispetto ad altre pellicole coeve del genere, ma la parte centrale del film è ancora piena di suspense anche se ormai si sa già cosa dovrà accadere.
La sceneggiatura non è perfetta e rivendendolo ora, il climax nella terza parte con la metropolitana che deraglia, risulta meno spettacolare di quello che è accaduto poco prima sul bus.
Dennis Hopper "gigione" (come si definisce il suo personaggio ad un certo punto) e quasi simpatico benché sia il cattivo del film. C'è Keanu Reeves quando ancora azzeccava buoni film e una Bullock carina e tutto sommato brava.
La regia di De Bont a tratti è ridondante (troppa camera a mano anche quando non serve e troppi stacchi frenetici) e con qualche approssimazione nel dirigere gli attori; del resto era il suo primo film da regista (anche se non è che sia migliorato più di tanto in seguito).
La colonna sonora di Mark Mancina ti entra in testa e non ti molla più.
Rimane sempre molto divertente da rivedere.





mercoledì 7 giugno 2017

ERA MIO PADRE -Mini Recensione-

Rivisto qualche tempo fa.
Sinceramente l'ho trovato ancora più bello di quello che ricordavo; mi pare che alla sua uscita la critica non lo accolse troppo bene e non capisco perché.
Tom Hanks qui è ancora in piena forma, "attorialmente" parlando, dimostrando di essere credibile anche con un personaggio (sulla carta) cattivo come quello di Mike Sullivan.
Abbiamo poi Paul Newman alla sua ultima interpretazione e tutta un'altra serie di attori che fanno il loro sporco dovere, compreso un sadico Jude Law.
Musica eccellente e regia d'autore di Sam Mendes con dei momenti veramente azzeccati.
Un bel gangster movie (e non solo).





domenica 4 giugno 2017

PANIC ROOM -Mini Recensione-

Se c'è un regista che può essere degnamente accostato al grande Hitchcock be', quello è David Fincher. Ancor più di Brian De Palma, a mio modo di vedere.
E in PANIC ROOM c'è molto di Hichcock, a partire dall'unico (o quasi) set che ricorda quello de LA FINESTRA SUL CORTILE e i movimenti di macchina studiati al dettaglio, mai gratuiti, che sono una parte costante della pellicola.
Anche gli interpreti sono tutti perfettamente in parte, con un Forest Whitaker leggermente sopra gli altri, anche a Jodie Foster.
Un thriller claustrofobico, teso, che non ti molla nemmeno per un secondo.
Ottima la sceneggiatura di David Koepp.
Probabilmente, a mio modo di vedere, uno dei migliori film di Fincher.

VOTO: 8


venerdì 2 giugno 2017

THE LAST DAYS ON MARS -Mini Recensione-

L'idea di base di questo B-movie di fantascienza che sconfina nell'horror (tratto da un racconto) non sarebbe nemmeno male -zombie su Marte- anche se a prima vista potrebbe sembrare un soggetto più adatto ad un film dell'Asylum.
Ma uno dei pregi di questa pellicola è proprio quello di non avere nulla di trash e la tensione, anche se solo a tratti, funziona.
La regia di codesto Ruairi Robinson però è piatta, senza alcuna idea e anche visivamente delude parecchio. Eppure, a mio modo di vedere, sarebbe bastato solo qualche accorgimento registico in più per avere un prodotto decisamente migliore.
Non è nemmeno recitato male, Liev Schreiber sorregge quasi l'intero film da solo, assieme alla brava Olivia Williams e gli effetti speciali sono notevoli.
Però non convince e alla fine si rivela come un'occasione sprecata.
Peccato.

Voto: 6 (per l'impegno)






mercoledì 31 maggio 2017

L'UOMO NEL MIRINO -Mini Recensione-

In occasione dell'87° compleanno del grande Clint, voglio citare L'UOMO NEL MIRINO, il mio film diretto ed interpretato da Eastwood preferito.
Una storia semplice (un poliziotto mezzo alcolizzato deve portare a testimoniare in un processo apparentemente poco importante una prostituta da 4 soldi, ma che finirà per cacciarsi nei guai) e che oggi appare ben poco originare, girata nello stile ruvido tipico degli anni '70, con Eastwood che, come capitava per attori come John Wayne, rifà praticamente sempre lo stesso personaggio.
Clint non ci risparmia nemmeno la sua solita apparente misoginia, perché il personaggio della prostituta (la sensuale Sandra Locke, la sua compagna dell'epoca) in realtà sa tenere testa a qualsiasi maschio quando serve.
La scena dell'arrivo a Phoenix a bordo dell'autobus blindato, crivellato dai colpi dei poliziotti che ritengono Ben Shockley e la sua testimone dei pericolosi criminali, è stata poi citata in un sacco di altri film e serie TV.
Un film che rivedo sempre molto volentieri.

Buon compleanno, Clint!







lunedì 29 maggio 2017

47 METRI -Mini Recensione

Appena uscito al cinema, un film che ho visto quasi per caso on-line qualche tempo fa, quando si intitolava ancora IN THE DEEP.
Le protagoniste sono 2 sorelle intrappolate in una gabbia anti squali sul fondo del mare, con la miscela presente nelle bombole che sta per finire, ovviamente circondate da grossi squali bianchi...
C'è anche una piccola (e sprecata) parte di Matthew Modine.
E' un buon thriller, molto teso, che nell'ultima parte ti fa davvero rimanere col fiato sospeso, nonostante lo sviluppo un po' scontato.
L'ho iniziato a vedere tanto per togliermi uno sfizio ma alla fine mi ha sorpreso.
Consigliato.

VOTO: 7






venerdì 26 maggio 2017

FANTASMI DA MARTE -Mini Recensione-

Rivisto dopo qualche anno ma, nonostante io sia un fan di John Carpenter, mi è parso un film abbastanza brutto.
La regia c'è, con buoni guizzi di montaggio (troviamo pure flash back nei flash back dei flash back), la Henstridge e Statham funzionano bene ma per il resto proprio non ci siamo. Il capo dei "marziani" non incute timore, Ice Cube è insopportabile e inadatto al ruolo e anche i classici elementi western (più o meno velati) carpenteriani deludono. 
Eppure potenzialmente poteva essere un gran film.
Probabilmente il peggior Carpenter assieme a IL VILLAGGIO DEI DANNATI.


VOTO:5,5




martedì 23 maggio 2017

ADDIO A ROGER MOORE

Era il mio Bond preferito, alla faccia di tutti quelli che preferivano Connery.
SOLO PER I TUOI OCCHI era il film dell'intera saga che ho amato di più, forse anche perché da ragazzino avevo una cotta per Carole Bouquet.
In realtà il film è parecchio esagerato, a tratti naif, ma l'inseguimento a bordo della 2CV color limone mi diverte sempre un sacco, con Moore e le sue facce da sbruffone sempre incomparabili. Nessun altro Bond riusciva a risultare così credibile anche nelle scene più trash e surreali come quella sopra citata.
In realtà era più anziano di Connery che fu chiamato a rimpiazzare e negli ultimi film della saga,soprattutto col senno di poi, risultava eccessivamente invecchiato per il ruolo.
Ma il suo ricordo, assieme a quello di altri suoi  personaggi (il Santo, o il Brett Sinclair di Attenti ai quei due) rimarrà piacevolmente collegato ai bei momenti spensierati della mia infanzia.

Addio Roger.




Ecco l'inseguimento a bordo della 2CV color giallo limone in SOLO PER I TUOI OCCHI:





domenica 21 maggio 2017

ALAMO-GLI ULTIMI EROI -Mini Recensione-

Buonissimo film secondo me sottovalutato, ben diretto, con un buon cast e uno strepitoso Billy Bob Thornton nei panni di Davy Crockett.
Un gradino appena sotto, invece, un imbronciato Dannis Quaid nel ruolo del generale Sam Houston, che vendicherà i caduti di Alamo.
Storicamente piuttosto fedele (sicuramente più attendibile del film diretto e interpretato da John Wayne nel 1960), ingiustamente snobbato dal botteghino.
Al termine della famosa battaglia mi sono commosso, cosa non da poco.


VOTO: 7.5



venerdì 19 maggio 2017

STAR TREK (1979) -Mini Recensione-

Prima trasposizione cinematografica della famosa serie televisiva di fantascienza, fu in realtà un proseguimento della stessa, anche perché l'idea iniziale era quella di girare nuovi episodi per la TV anziché un lungometraggio per il cinema.
Un film lento, a tratti immobile (abbiamo moltissime scene in cui non accade proprio nulla) dove gli effetti speciali ne fanno da padrone. Non è una brutta pellicola ma, anche secondo alcuni protagonisti della saga, ha ben poco a che fare col mondo di Star Trek.
Kirk, Spock, McCoy & Co. non sono sfruttati al meglio (il dottore che entra ed esce continuamente dalla plancia senza dir nulla, con lo solo scopo di ricordare allo spettatore della sua presenza), la trama è piuttosto semplice (seppur l'idea di usare la sonda Voyager nella storia la trovo sempre originale), così alla fine ci si annoia parecchio.
E la regia ridondante di Robert Wise non aiuta.
Però, da fan della saga, non riesco proprio a detestarlo.








giovedì 18 maggio 2017

IL SALARIO DELLA PAURA -Mini Recensione-

Remake del notevole VITE VENDUTE del 1953, ecco una pellicola d'avventura che nella seconda parte ti lascia incollato alla poltrona fino alla fine.
Non l'avevo mai visto dall'inizio e ammetto che per alcuni minuti credevo di aver sbagliato film; i 3 prologhi sembrano estranei al resto ma aiutano a presentarci i personaggi principali. Poi, una volta passati nella giungla (credo messicana) la storia decolla.
Roy Scheider non delude mai, ma non puoi non affezionarti anche al personaggio del francese interpretato da Bruno Cremer, sebbene i protagonisti siano comunque tutti dei farabutti.
William Friedkin è sempre stato un regista incosciente, tanto che in alcune credo abbia fatto guidare i camion agli attori sull'orlo dei burroni senza controfigure, baratri che poi non saranno stati così profondi come sembra sullo schermo, ma tant'è. Anche quando girarono la scena dell'attraversamento del ponte traballante, i camion finirono in acqua più volte.
Un film che all'epoca fu bistrattato da critica e pubblico, per essere poi rivalutato in seguito, tanto da diventare un vero e proprio cult.
Da segnalare le ottime musiche dei Tangerine Dream.
Gran bel film, dunque.




mercoledì 17 maggio 2017

ATTO DI FORZA -Mini Recensione-

Rivisto dopo almeno 20 anni o giù di lì.
L'ho trovato un po' invecchiato rispetto ad altri film di fantascienza coevi, forse anche per via del look da fine anni '80 inizio '90.
Schwarzy non dà certo la sua migliore interpretazione (troppo dialoghi) e la regia di Verhoeven non mi convince del tutto, certe scene sembrano girate in fretta e come al solito esagera con la spettacolarizzazione della violenza, il grottesco e il cattivo gusto. Se in un film come Robocop certa violenza ci poteva stare, in un contesto come Atto di Forza sa decisamente di gratuito, di non necessario.
Ci sono poi alcuni buchi di sceneggiatura che non ho potuto fare a meno di non notare (i cattivi che compaiono dal nulla più volte, senza spiegazione).
Anche la colonna sonora sembra non tanto azzeccata, soprattutto nelle scene d'azione. Ho sentito di meglio da parte di Jerry Goldsmith.
Insomma, me lo ricordavo come un fanta/action decisamente migliore.




martedì 16 maggio 2017

NEMICO PUBBLICO -Mini Recensione-

Adoro Michael Mann.
Un gran bel film, con una delle ultime grandi (e serie) interpretazioni di Johnny Depp, convincente nel ruolo del rapinatore di banche John Dillinger.
Gli attori sono forse un po' troppo "belli" rispetto alle reali controparti dell'epoca (l'agente Purvis, per esempio, era un tappetto di poco più un metro e 60 rispetto al metro e 82 di Christian Bale), e c'è forse qualche licenza storica di troppo, ma la pellicola rimane comunque un ottimo gangster movie.
Durante la visione ho avuto davvero l'impressione di trovarmi negli anni '30, a differenza di altri film del genere molto più famosi ma un po' più "patinati". 
Ottima la colonna sonora, con pezzi di repertorio risalenti proprio a quegli anni.
Consigliato.

Voto 8




domenica 14 maggio 2017

PROMETHEUS -Mini Recensione-

Continua a non convincermi questa specie di prequel di Alien.
La storia, nel complesso, non sarebbe nemmeno male, ma ci sono alcuni passaggi parecchio ingenui, vedi i due idioti che si perdono nelle grotte mentre gli altri scienziati riescono ad uscire in fretta e furia da lì senza problemi.
A tratti è bello teso, come il primo Alien di Scott, in altri è prolisso e noioso.
Ottimo Fassbender nella parte dell'androide ambiguo e poi c'è Noomi Rapace, che mi piace sempre un sacco (lo so, non è nemmeno bella, ma ha spesso parti toste). Charlize Theron è sempre un bel vedere ma è qui è un po' sprecata.
Altra pecca: la tecnologia pare troppo futurista rispetto agli altri film della saga ambientati temporalmente più avanti nel futuro. Va bene che deve sembrare tale anche agli occhi di noi umani del terzo millennio, ma nel rispetto degli originali e di una specie di continuità, penso che comunque sarebbe stato meglio riprendere una fantascienza in stile retrò.
In ogni caso, mi è sembrato migliore di quello che ricordavo.
Ora attendo di vedere Alien: Covenant.

VOTO: 6,5