Elucubrazioni, recensioni, curiosità varie sui miei film, registi, romanzi e scrittori preferiti.

domenica 20 agosto 2017

QUATTRO MATRIMONI E UN FUNERALE -Mini Recensione-

Non sono mai stato un fan di certe sofisticate commedie inglese ma questa è l'eccezione che conferma la regola,  tanto da diventare addirittura uno dei miei film preferiti.
In lingua originale perde però un po' di ritmo nelle battute (in particolar modo nella scena col prete interpretato da Rowan Atkinson), anche perché l'humor inglese non sempre riesce ad andare a segno se non sei British ma il film ne guadagna in qualità (della recitazione), tanto che Hugh Grant sembra ancora più impacciato e tonto ma, soprattutto,  più credibile nel ruolo.
Inoltre si percepisce un'atmosfera molto più surreale, che solo gli inglesi sono in grado di creare.
Bella la MacDowell ma le preferisco di gran lunga Kristin Scott Thomas.
Buona e piuttosto originale la sceneggiatura, pulita e senza fronzoli la regia di Mike Newell.
Adoro sempre rivedere la reazione violenta e isterica di Henrietta/facciadaculo (duckface in origiale) quando il suo promesso sposo ammette di amare un'altra davanti all'altare.

VOTO: 8




martedì 15 agosto 2017

QUEL MALEDETTO TRENO BLINDATO -Mini Recensione-

Mi scusino i fan del regista di Pulp Fiction, ma questo film di Enzo G. Castellari, diventato un cult anche grazie a Tarantino, non riesce proprio a convincermi.
Se il plot  originale pare piuttosto azzeccato, è quasi tutto il resto che non funziona: dialoghi e personaggi al limite del ridicolo o dell'ingenuità, doppiaggio mediocre (o svogliato) e pressapochismo a go-go.
Sto parlando delle divise dei militari, sia dei tedeschi che degli americani, i baffoni e basette da blaxploitation di Fred Williamson (siamo negli anni '70 o nella  WW2?), la pronuncia della lingua tedesca in molte occasioni approssimativa, attori sopra le righe nelle scene di combattimento (il pur bravo Williamson su tutti) e anacronismi vari.
Però molte scene d'azione sono girate bene, ci sono anche un sacco di citazioni ad altri film e non è che ci si annoi. Si nota uno certo impegno, soprattutto considerando i pochi soldi a disposizione, ma rimane un prodotto diretto in modo discontinuo; molte cose sembrano girate in fretta, altre sono molto ben riuscite. L'esplosione finale della stazione ferroviaria è palesemente girata con dei modellini  ma l'ultima parte, quella dell'assalto al treno, è quella che funziona meglio.
Secondo la mia opinione rimane un film sopravvalutato, ma forse nemmeno pessimo come pensavo.




venerdì 11 agosto 2017

INDEPENDENCE DAY -Mini Recensione-

Era il 1996 (una vita fa) e anche io andai al cinema a vedere questa pellicola che si preannunciava spettacolare.
Mi ricordo che per buona metà guardai il film seduto per terra, tanto era piena l'unica sala del piccolo cinema locale.
Ho sempre avuto un piacevole ricordo di INDEPENDENCE DAY, il primo film che riuscì davvero a stupirmi con gli effetti speciali. Rivedendolo dopo alcuni anni è stato un piacere ritrovare lo spaccone Will Smith, l'impacciato Jeff Goldblum, un Bill Pullman nella parte della sua vita (è perfetto nei panni del classico presidente USA che ha davvero a cuore ogni singolo elettore, quello che tutti gli americani vorrebbero avere) e l'impagabile Randy Quaid nel ruolo del pilota ubriacone un po' pazzoide. I personaggi saranno anche caratterizzati in modo poco originale, però tutti sono perfettamente in parte. La storia è la solita "americanata" e il discorso del Presidente Pullman/Whitmore prima dell'attacco finale è retorica USA al 100%, ma chi se ne frega.
Il film è divertente, non è eccessivamente stupido, funziona molto più dell'inutile recente seguito e, come dico spesso, se paragonato ad altri film fracassoni più recenti, anche dello stesso Roland Emmerich (purtroppo), li supera di gran lunga.
(Michael Bay sucks!)

VOTO: 7



martedì 8 agosto 2017

TRAPPOLA IN ALTO MARE -Mini Recensione-

Probabilmente il miglior film interpretato da Steven Seagal ed ennesimo clone di Die Hard.
A parte le parecchie ingenuità di sceneggiatura e i soliti cliché da action movie, risulta pure piuttosto violento nelle scene di corpo a corpo tra il protagonista e i villains di turno, dove Rayback/Seagal ne esce, manco a dirlo, praticamente indenne con un solo graffio in testa.
Il pur bravo Tommy Lee Jones però a volte recita troppo sopra le righe e la cosa personalmente mi ha infastidito.
Le scene d'azione sono ben girate (una delle poche qualità del regista Andrew Davis) e alla fine ci si diverte pure.
Di sicuro è qualitativamente migliore di tanti film action di oggi.
Da rivalutare.

VOTO: 7-


sabato 29 luglio 2017

MONUMENTS MEN -Mini Recensione-

Sulla carta c'erano le premesse per un grande film, con un ottimo cast e una storia affascinante, quella di un improbabile gruppo di esperti d'arte "arruolati" quasi a forza con lo scopo di trovare e preservare le opere d'arte trafugate dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale.
Se tutti gli attori recitano davvero alla grande (anche se Bill Murray risulta quasi sprecato), è la regia di Clooney che non mi ha convinto.
Il film manca di ritmo, alcune scene non vanno a segno e il regista pare quasi non sapere che strada intraprendere, se quella drammatica o quella più leggera da commedia.
Secondo me manca anche di un vero e proprio climax e i nazisti si vedono molto poco per essere una pellicola di questo genere. Non incutono nemmeno timore, dopo tutto.
Un'altra occasione sprecata.


sabato 22 luglio 2017

U-429 Senza via di fuga -Mini Recensione-

Seconda guerra mondale, oceano atlantico.
Uno sparuto gruppo di marinai americani, sopravvissuti all'affondamento del proprio sommergibile, viene salvato da un U-Boat nazista. Ma alcuni americani sono malati di meningite e presto anche i tedeschi iniziano a sentirsi male...
Il plot di questo film bellico di serie B non sarebbe neanche male anche perché il  cast, con William H. Macy su tutti, porta a casa bene la pagnotta. Curiosità: l'attore tedesco Thomas Krestchmann era anche nel cast di U-571.
Regia piattina e vari cliché di trama e caratterizzazione dei personaggi a parte, i problemi riguardano gli innumerevoli anacronismi e pressapochismi presenti nel film. Prima di tutto quelli che vediamo sullo schermo non sono gli interni di un U-Boat tedesco, ma di un altro tipo di sommergibile goffamente "travestito"; per non parlare del resto, tipo le numerose pistole presenti a bordo (nei veri sommergibili nazisti ce n'era una soltanto, ben custodita dal capitano), strumentazioni sbagliate, gente che parla mentre il sonar nemico sta rimbalzando nello scafo e, come in molti film simili, il capitano che usa il periscopio di navigazione anziché quello d'attacco per dare la caccia ai convogli nemici.
Ripeto: il film non sarebbe proprio da bocciare, ma il pressapochismo di molti dettagli mi ha davvero dato fastidio.

VOTO: 5,5





martedì 18 luglio 2017

L'INSAZIABILE -Mini Recensione-

Rivisto dopo qualche anno.
Sinceramente pensavo sia "peggio" che "meglio".
Mi spiego: ero sicuro di averne un ricordo migliore di quello che è in realtà, e in parte è stato così. Però alla fine non mi è dispiaciuto rivedere questo horror.
Il soggetto di partenza e l'ambientazione mi sembravano abbastanza originali, almeno negli anni della sua sfortunata uscita cinematografica. Purtroppo lo sviluppo non mantiene del tutto le promesse. Ci sono un paio di passaggi nel montaggio e nella regia della Bird davvero originali, ma anche altre cose piuttosto imbarazzanti al limite del trash.
Robert Carlyle gigioneggia alla grande, il suo personaggio fisicamente pare quasi Vlad Tepes ed è abbastanza inquietante. Guy Pearce fa la solita parte da cane bastonato che ben gli si intona, quindi va bene.
I dialoghi sono a tratti davvero stupidi e il personaggi interpretato da David Arquette è del tutto inutile, pare messo lì solo per avere l'attore nel cast. Mah...
Ah, ottima la colonna sonora minimal realizzata con gli strumenti e nello stile dell'epoca in cui è ambientato il film che ben aiuta ad rimanere nella giusta atmosfera.
Un discreto horror, sicuramente imperfetto, ma comunque da rivalutare.






domenica 16 luglio 2017

Porzûs -Mini Recensione-

Facendo delle ricerche per l'idea di un romanzo che vorrei scrivere, ho pensato che fosse l'occasione giusta per dare un'occhiata a questo film di Renzo Martinelli, regista che onestamente mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso.
Ora, tralasciando la libera (e dichiarata) interpretazione dello scontro tra partigiani avvenuto a Porzûs in Friuli nel 1945 che avrà comunque indignato molti ex-partigiani e non solo, ci sono molte cose che non vanno in questa pellicola.
A Martinelli piace girare all'americana (o almeno ci prova) ma finisce sempre per realizzare un prodotto che non è né carne, né pesce.
Ritroviamo anche qui le sue inquadrature sbilenche, messe lì non senza un motivo specifico, movimenti di macchina che vorrebbero richiamare, come detto, il cinema d'oltreoceano, e un sacco di primi piani con continui scavalcamenti di campo nelle scene dei dialoghi.
Ci sono pure dei pacchiani effetti di "flashforward" che manco in un corto amatoriale ne ho visti di così brutti.
Gli accenti dei personaggi principali sono tutti sbagliati (essendo friulano di origine li conosco bene) e inspiegabilmente gli attori che interpretano i due protagonisti da giovani parlano con una cadenza palesemente centromeridionale, mentre le loro controparti anziane invece si esprimono con accenti (comunque mal riprodotti) del nord est Italia.
Ma come si fa?
Eppure, tralasciando la realtà storica dei fatti, la sceneggiatura non sarebbe nemmeno malaccio e qualche attore risulta perfettamente in parte, Lino Capolicchio e Gianni Cavina su tutti, assieme a qualche bravo caratterista di contorno; Gastone Moschin, invece, lasciato evidentemente a ruota libera, esagera troppo nella caratterizzazione del suo personaggio finendo per allontanarsi ancor di più dalla sua controparte giovanile.
Insomma, il solito ambizioso film girato in modo grossolano da Martinelli che comunque, nonostante tutti i difetti elencati, non mi ha annoiato.

VOTO: 5,5










giovedì 13 luglio 2017

BLINDATO -Mini Recensione-



Un buon film che per una volta non rispetta la regola del "se è uscito direttamente per l'home video, allora è una schifezza".
Un bel cast, Jean Reno (dall'improponibile accento francese in originale), Laurence Fishburne, Matt Dillon e il granitico Fred Ward.
L'attore protagonista, Columbus Short, ha la faccia un po' da tonto ma tutto sommato anche il suo ruolo funziona.
Forse alcuni personaggi sanno troppo da cliché di film del genere e la pellicola, alla fine, pare più un thriller che un action. 
Comunque, anche se la regia di Antal ha poca originalità, almeno non è troppo fracassona.

Consigliato.







giovedì 6 luglio 2017

SOURCE CODE -Mini Recensione-

Uno dei più interessanti film di fantascienza del nuovo millennio.
Quando RICOMINCIO DA CAPO incontra QUANTUM LEAP e ne viene fuori un film comunque originale.
Jake Gyllenhaal è l'attore perfetto per questo genere di ruolo, lo adoro.
La regia di Duncan Jones non mi ha però particolarmente colpito e certi dialoghi mi son parsi approssimativi; il finale non ha "logicamente" troppo senso ma è abbastanza consueto in una pellicola sui viaggi nel tempo.
Gran bel film, comunque.

Voto: 7







domenica 18 giugno 2017

TERMINATOR 3 - Le macchine ribelli - Mini Recensione

Rivedendolo ora, dopo 14 anni, non mi è sembrato malaccio.
Nel 2003 Schwarzenegger era ancora in forma per interpretare un Terminator in modo convincente, la regia di Mostow non è troppo frenetica e la CGI non era ancora così invasiva come al giorno d'oggi.
Nick Stahl non mi è dispiaciuto nel ruolo di John Connor e anche la sua (futura) compagna non sfigura.
Il problema di questo terzo capitolo della saga rimane la sceneggiatura; non tanto nel plot twist finale, che secondo me ora pare funzionare meglio di quando lo vidi al cinema, ma piuttosto in alcuni buchi narrativi e nella trama praticamente inesistente: la giovane improvvisata coppia viene raggiunta dal Terminator buono che li salva momentaneamente dalla Terminatrix cercando poi di farli sopravvivere a quello che dovrà accadere da lì a poco.
Fine della storia.
Seguono inseguimenti, scazzottate tra Cyborg, distruzioni, sparatorie, ma grazie al cielo Mostow non è Bay.
Ah, dimenticavo: Schwarzy preso a calci da una donna, seppur Cyborg, proprio non è credibile.
Comunque, un film da rivalutare, soprattutto se confrontato con il recente e pessimo reboot della saga di Terminator.

VOTO: 6



domenica 11 giugno 2017

I TRASGRESSORI -Mini Recensione-

Ecco un film di Walter Hill del 1992 bistrattato da critica e pubblico all'epoca della sua uscita.
Due vigili del fuoco trovano una mappa che conduce a dell'oro trafugato 50 anni prima da una chiesa, nascosto in un edificio abbandonato in una zona malfamata. Ma non hanno fatto i conti con la gang che controlla il quartiere...
La sceneggiatura è di Bob Gale e Bob Zemeckis con Bill Paxton e William Sadler come protagonisti: a me tutto questo basta e avanza.
La regia di Hill è buona e le musiche funzionano. Non è una pellicola priva di difetti però: i personaggi spesso agiscono in modo contraddittorio, Ice Cube è proprio un cane di attore e il finale sembra girato frettolosamente.
Ma confrontandolo con molte pellicole action moderne, questo film fa comunque un figurone.
Da rivalutare.


sabato 10 giugno 2017

SPEED -Mini Recensione-

Classico action movie degli anni '90 che per un periodo è stato il mio film d'azione preferito (ho ancora la VHS originale), soppiantato poi nella mia personale classifica dal primo Die Hard.
Forse è invecchiato un po' troppo rispetto ad altre pellicole coeve del genere, ma la parte centrale del film è ancora piena di suspense anche se ormai si sa già cosa dovrà accadere.
La sceneggiatura non è perfetta e rivendendolo ora, il climax nella terza parte con la metropolitana che deraglia, risulta meno spettacolare di quello che è accaduto poco prima sul bus.
Dennis Hopper "gigione" (come si definisce il suo personaggio ad un certo punto) e quasi simpatico benché sia il cattivo del film. C'è Keanu Reeves quando ancora azzeccava buoni film e una Bullock carina e tutto sommato brava.
La regia di De Bont a tratti è ridondante (troppa camera a mano anche quando non serve e troppi stacchi frenetici) e con qualche approssimazione nel dirigere gli attori; del resto era il suo primo film da regista (anche se non è che sia migliorato più di tanto in seguito).
La colonna sonora di Mark Mancina ti entra in testa e non ti molla più.
Rimane sempre molto divertente da rivedere.





mercoledì 7 giugno 2017

ERA MIO PADRE -Mini Recensione-

Rivisto qualche tempo fa.
Sinceramente l'ho trovato ancora più bello di quello che ricordavo; mi pare che alla sua uscita la critica non lo accolse troppo bene e non capisco perché.
Tom Hanks qui è ancora in piena forma, "attorialmente" parlando, dimostrando di essere credibile anche con un personaggio (sulla carta) cattivo come quello di Mike Sullivan.
Abbiamo poi Paul Newman alla sua ultima interpretazione e tutta un'altra serie di attori che fanno il loro sporco dovere, compreso un sadico Jude Law.
Musica eccellente e regia d'autore di Sam Mendes con dei momenti veramente azzeccati.
Un bel gangster movie (e non solo).





domenica 4 giugno 2017

PANIC ROOM -Mini Recensione-

Se c'è un regista che può essere degnamente accostato al grande Hitchcock be', quello è David Fincher. Ancor più di Brian De Palma, a mio modo di vedere.
E in PANIC ROOM c'è molto di Hichcock, a partire dall'unico (o quasi) set che ricorda quello de LA FINESTRA SUL CORTILE e i movimenti di macchina studiati al dettaglio, mai gratuiti, che sono una parte costante della pellicola.
Anche gli interpreti sono tutti perfettamente in parte, con un Forest Whitaker leggermente sopra gli altri, anche a Jodie Foster.
Un thriller claustrofobico, teso, che non ti molla nemmeno per un secondo.
Ottima la sceneggiatura di David Koepp.
Probabilmente, a mio modo di vedere, uno dei migliori film di Fincher.

VOTO: 8


venerdì 2 giugno 2017

THE LAST DAYS ON MARS -Mini Recensione-

L'idea di base di questo B-movie di fantascienza che sconfina nell'horror (tratto da un racconto) non sarebbe nemmeno male -zombie su Marte- anche se a prima vista potrebbe sembrare un soggetto più adatto ad un film dell'Asylum.
Ma uno dei pregi di questa pellicola è proprio quello di non avere nulla di trash e la tensione, anche se solo a tratti, funziona.
La regia di codesto Ruairi Robinson però è piatta, senza alcuna idea e anche visivamente delude parecchio. Eppure, a mio modo di vedere, sarebbe bastato solo qualche accorgimento registico in più per avere un prodotto decisamente migliore.
Non è nemmeno recitato male, Liev Schreiber sorregge quasi l'intero film da solo, assieme alla brava Olivia Williams e gli effetti speciali sono notevoli.
Però non convince e alla fine si rivela come un'occasione sprecata.
Peccato.

Voto: 6 (per l'impegno)






mercoledì 31 maggio 2017

L'UOMO NEL MIRINO -Mini Recensione-

In occasione dell'87° compleanno del grande Clint, voglio citare L'UOMO NEL MIRINO, il mio film diretto ed interpretato da Eastwood preferito.
Una storia semplice (un poliziotto mezzo alcolizzato deve portare a testimoniare in un processo apparentemente poco importante una prostituta da 4 soldi, ma che finirà per cacciarsi nei guai) e che oggi appare ben poco originare, girata nello stile ruvido tipico degli anni '70, con Eastwood che, come capitava per attori come John Wayne, rifà praticamente sempre lo stesso personaggio.
Clint non ci risparmia nemmeno la sua solita apparente misoginia, perché il personaggio della prostituta (la sensuale Sandra Locke, la sua compagna dell'epoca) in realtà sa tenere testa a qualsiasi maschio quando serve.
La scena dell'arrivo a Phoenix a bordo dell'autobus blindato, crivellato dai colpi dei poliziotti che ritengono Ben Shockley e la sua testimone dei pericolosi criminali, è stata poi citata in un sacco di altri film e serie TV.
Un film che rivedo sempre molto volentieri.

Buon compleanno, Clint!







lunedì 29 maggio 2017

47 METRI -Mini Recensione

Appena uscito al cinema, un film che ho visto quasi per caso on-line qualche tempo fa, quando si intitolava ancora IN THE DEEP.
Le protagoniste sono 2 sorelle intrappolate in una gabbia anti squali sul fondo del mare, con la miscela presente nelle bombole che sta per finire, ovviamente circondate da grossi squali bianchi...
C'è anche una piccola (e sprecata) parte di Matthew Modine.
E' un buon thriller, molto teso, che nell'ultima parte ti fa davvero rimanere col fiato sospeso, nonostante lo sviluppo un po' scontato.
L'ho iniziato a vedere tanto per togliermi uno sfizio ma alla fine mi ha sorpreso.
Consigliato.

VOTO: 7






venerdì 26 maggio 2017

FANTASMI DA MARTE -Mini Recensione-

Rivisto dopo qualche anno ma, nonostante io sia un fan di John Carpenter, mi è parso un film abbastanza brutto.
La regia c'è, con buoni guizzi di montaggio (troviamo pure flash back nei flash back dei flash back), la Henstridge e Statham funzionano bene ma per il resto proprio non ci siamo. Il capo dei "marziani" non incute timore, Ice Cube è insopportabile e inadatto al ruolo e anche i classici elementi western (più o meno velati) carpenteriani deludono. 
Eppure potenzialmente poteva essere un gran film.
Probabilmente il peggior Carpenter assieme a IL VILLAGGIO DEI DANNATI.


VOTO:5,5




martedì 23 maggio 2017

ADDIO A ROGER MOORE

Era il mio Bond preferito, alla faccia di tutti quelli che preferivano Connery.
SOLO PER I TUOI OCCHI era il film dell'intera saga che ho amato di più, forse anche perché da ragazzino avevo una cotta per Carole Bouquet.
In realtà il film è parecchio esagerato, a tratti naif, ma l'inseguimento a bordo della 2CV color limone mi diverte sempre un sacco, con Moore e le sue facce da sbruffone sempre incomparabili. Nessun altro Bond riusciva a risultare così credibile anche nelle scene più trash e surreali come quella sopra citata.
In realtà era più anziano di Connery che fu chiamato a rimpiazzare e negli ultimi film della saga,soprattutto col senno di poi, risultava eccessivamente invecchiato per il ruolo.
Ma il suo ricordo, assieme a quello di altri suoi  personaggi (il Santo, o il Brett Sinclair di Attenti ai quei due) rimarrà piacevolmente collegato ai bei momenti spensierati della mia infanzia.

Addio Roger.




Ecco l'inseguimento a bordo della 2CV color giallo limone in SOLO PER I TUOI OCCHI:





domenica 21 maggio 2017

ALAMO-GLI ULTIMI EROI -Mini Recensione-

Buonissimo film secondo me sottovalutato, ben diretto, con un buon cast e uno strepitoso Billy Bob Thornton nei panni di Davy Crockett.
Un gradino appena sotto, invece, un imbronciato Dannis Quaid nel ruolo del generale Sam Houston, che vendicherà i caduti di Alamo.
Storicamente piuttosto fedele (sicuramente più attendibile del film diretto e interpretato da John Wayne nel 1960), ingiustamente snobbato dal botteghino.
Al termine della famosa battaglia mi sono commosso, cosa non da poco.


VOTO: 7.5



venerdì 19 maggio 2017

STAR TREK (1979) -Mini Recensione-

Prima trasposizione cinematografica della famosa serie televisiva di fantascienza, fu in realtà un proseguimento della stessa, anche perché l'idea iniziale era quella di girare nuovi episodi per la TV anziché un lungometraggio per il cinema.
Un film lento, a tratti immobile (abbiamo moltissime scene in cui non accade proprio nulla) dove gli effetti speciali ne fanno da padrone. Non è una brutta pellicola ma, anche secondo alcuni protagonisti della saga, ha ben poco a che fare col mondo di Star Trek.
Kirk, Spock, McCoy & Co. non sono sfruttati al meglio (il dottore che entra ed esce continuamente dalla plancia senza dir nulla, con lo solo scopo di ricordare allo spettatore della sua presenza), la trama è piuttosto semplice (seppur l'idea di usare la sonda Voyager nella storia la trovo sempre originale), così alla fine ci si annoia parecchio.
E la regia ridondante di Robert Wise non aiuta.
Però, da fan della saga, non riesco proprio a detestarlo.








giovedì 18 maggio 2017

IL SALARIO DELLA PAURA -Mini Recensione-

Remake del notevole VITE PERDUTE del 1953, ecco una pellicola d'avventura che nella seconda parte ti lascia incollato alla poltrona fino alla fine.
Non l'avevo mai visto dall'inizio e ammetto che per alcuni minuti credevo di aver sbagliato film; i 3 prologhi sembrano estranei al resto ma aiutano a presentarci i personaggi principali. Poi, una volta passati nella giungla (credo messicana) la storia decolla.
Roy Scheider non delude mai, ma non puoi non affezionarti anche al personaggio del francese interpretato da Bruno Cremer, sebbene i protagonisti siano comunque tutti dei farabutti.
William Friedkin è sempre stato un regista incosciente, tanto che in alcune credo abbia fatto guidare i camion agli attori sull'orlo dei burroni senza controfigure, baratri che poi non saranno stati così profondi come sembra sullo schermo, ma tant'è. Anche quando girarono la scena dell'attraversamento del ponte traballante, i camion finirono in acqua più volte.
Un film che all'epoca fu bistrattato da critica e pubblico, per essere poi rivalutato in seguito, tanto da diventare un vero e proprio cult.
Da segnalare le ottime musiche dei Tangerine Dream.
Gran bel film, dunque.




mercoledì 17 maggio 2017

ATTO DI FORZA -Mini Recensione-

Rivisto dopo almeno 20 anni o giù di lì.
L'ho trovato un po' invecchiato rispetto ad altri film di fantascienza coevi, forse anche per via del look da fine anni '80 inizio '90.
Schwarzy non dà certo la sua migliore interpretazione (troppo dialoghi) e la regia di Verhoeven non mi convince del tutto, certe scene sembrano girate in fretta e come al solito esagera con la spettacolarizzazione della violenza, il grottesco e il cattivo gusto. Se in un film come Robocop certa violenza ci poteva stare, in un contesto come Atto di Forza sa decisamente di gratuito, di non necessario.
Ci sono poi alcuni buchi di sceneggiatura che non ho potuto fare a meno di non notare (i cattivi che compaiono dal nulla più volte, senza spiegazione).
Anche la colonna sonora sembra non tanto azzeccata, soprattutto nelle scene d'azione. Ho sentito di meglio da parte di Jerry Goldsmith.
Insomma, me lo ricordavo come un fanta/action decisamente migliore.




martedì 16 maggio 2017

NEMICO PUBBLICO -Mini Recensione-

Adoro Michael Mann.
Un gran bel film, con una delle ultime grandi (e serie) interpretazioni di Johnny Depp, convincente nel ruolo del rapinatore di banche John Dillinger.
Gli attori sono forse un po' troppo "belli" rispetto alle reali controparti dell'epoca (l'agente Purvis, per esempio, era un tappetto di poco più un metro e 60 rispetto al metro e 82 di Christian Bale), e c'è forse qualche licenza storica di troppo, ma la pellicola rimane comunque un ottimo gangster movie.
Durante la visione ho avuto davvero l'impressione di trovarmi negli anni '30, a differenza di altri film del genere molto più famosi ma un po' più "patinati". 
Ottima la colonna sonora, con pezzi di repertorio risalenti proprio a quegli anni.
Consigliato.

Voto 8




domenica 14 maggio 2017

PROMETHEUS -Mini Recensione-

Continua a non convincermi questa specie di prequel di Alien.
La storia, nel complesso, non sarebbe nemmeno male, ma ci sono alcuni passaggi parecchio ingenui, vedi i due idioti che si perdono nelle grotte mentre gli altri scienziati riescono ad uscire in fretta e furia da lì senza problemi.
A tratti è bello teso, come il primo Alien di Scott, in altri è prolisso e noioso.
Ottimo Fassbender nella parte dell'androide ambiguo e poi c'è Noomi Rapace, che mi piace sempre un sacco (lo so, non è nemmeno bella, ma ha spesso parti toste). Charlize Theron è sempre un bel vedere ma è qui è un po' sprecata.
Altra pecca: la tecnologia pare troppo futurista rispetto agli altri film della saga ambientati temporalmente più avanti nel futuro. Va bene che deve sembrare tale anche agli occhi di noi umani del terzo millennio, ma nel rispetto degli originali e di una specie di continuità, penso che comunque sarebbe stato meglio riprendere una fantascienza in stile retrò.
In ogni caso, mi è sembrato migliore di quello che ricordavo.
Ora attendo di vedere Alien: Covenant.

VOTO: 6,5


sabato 13 maggio 2017

PAYBACK-LA RIVINCITA DI PORTER -Mini Recensione-

Un buon action/thriller del 1999 e seconda trasposizione cinematografica di un vecchio romanzo Hard Boiled, con un ottimo protagonista.
Se c'è un attore che può interpretare un criminale sbruffone, fuori di testa, capace di sfidare un'intera organizzazione criminale e farsi strapazzare per bene pur di avere indietro quello che gli spetta, be', Mel Gibson è quello perfetto.
Ma ci sono anche altri buoni attori in ruoli più o meno rilevanti (James Coburn, Kris Kristofferson) e una Lucy Liu versione sado-maso.
Volutamente sopra le righe a tratti (ma non troppo), il film non annoia nemmeno per un minuto; mi ha davvero stupito nel rivederlo dopo almeno 15 anni.
Da rivalutare.

VOTO: 7+




MAC GYVER 2016 -Serie TV-

Ho visto tutti i 21 episodi del reboot del famoso telefilm degli anni '80/'90 (per me un vero e proprio cult) e ora voglio dire la mia.
Questa nuova serie ha fatto storcere il naso a tutti vecchi fan di Richard Dean Anderson (l'interprete originale) ma negli USA è andata bene, tanto da essere stata messa in cantiere una seconda serie.
Sinceramente mi ha stupito di come il suo creatore, Lee David Zlotoff, abbia potuto permettere che ne uscisse fuori una cosa del genere.
Il nuovo Mac Gyver è Lucas Till, noto più che altro per aver partecipato ad un paio di film degli X-Men. Ma non è questo il punto; Still non ha la presenza scenica che aveva RDA e non è solo perché è piuttosto bassino rispetto al suo predecessore: è  proprio lui che non funziona.
La sciagurata idea di James Wan, che ha comunque ben diretto il primo episodio, è stata pessima: un giovane Mac "bimbominkia"? Su, dai...
E poi, tutti quei personaggi co-protagonisti con i nomi ripresi dalla vecchia serie ma che risultano stravolti? Jack Dalton (un giggioneggiante George Eads) che diventa un ex militare che ammazza i cattivi? Wilt Bozer, che in origine era un personaggio che compariva in 3 episodi, qui diventa il miglior amico del protagonista?
La Nikki Carpenter doppiogiochista probabilmente ci sta, ma il cast è troppo giovane. Sembra quasi una versione per teen agers.
Poi c'è Patricia Thornton, l'equivalente femminile di Dana Elcar nella serie classica: questa sì che, secondo me, era una trovata geniale. Ma ancora una volta viene sfruttata poco e male. L'hacker Riley Davis completa il gruppo di (giovanissimi) agenti segreti che lavora per conto delle Phoenix Foundation, diventata ora una vera e propria agenzia governativa ultra top secret.
Tra gli avversari storici di Mac, troviamo una nuova versione di Murdoc e devo ammettere che, tutto sommato, mi ha convinto.
I "macgyversimi" paradossalmente sono un altro punto debole: frettolosi, spiegati male, improbabili e in alcuni casi addirittura trash. Gli episodi auto conclusivi sono una cosa che invece ho gradito; c'è solo una sotto trama che compare qua e là e che conduce lo spettatore fino all'ultimo episodio della serie senza invadere troppo le singole storie.
Altro problema è il plot di partenza.
Come ha già detto qualcuno, il protagonista non è Mac Gyver ma il suo team, tanto che pare un mix tra Missione Impossibile e l' A-Team.
Tra l'altro, spesso George Eads ruba la scena a Till, sia come personaggio, sia come attore.
Ogni tanto compaiono citazioni all'originale, con nomi di personaggi, situazioni, ecc. Questo per dare un contentino ai vecchi fan, ma è davvero poca cosa.
E il famoso tema musicale super noto e orecchiabile? Non c'è, tranne un paio di note introduttive nella sigla iniziale e il breve estratto pare preso dalla vecchia suoneria MIDI che avevo nel cellulare anni fa...
Personalmente non ero contrario ad un reboot del telefilm, ma qui si è sbagliato quasi tutto.
Questa prima stagione comunque, dopo averla vista per intero, intrattiene abbastanza. Ma NON è Mac Gyver.
E' qualcos'altro.




Qui sotto, invece, ecco una MIA versione di Mac Gyver: un corto di qualche anno fa, da me diretto e interpretato, che ha ricevuto buoni riscontri su un forum di appassionati della serie classica.
Buona visione e non prendetemi troppo in giro...






venerdì 12 maggio 2017

GET OUT-SCAPPA -Mini Recensione-

Piccola e veloce recensione di un film che uscirà a giorni.
Il soggetto, come si evince dal trailer, narra di un ragazzo di colore, fidanzato con una ragazza bianca, che si reca presso la casa dei genitori di lei per fare la loro conoscenza. Ma subito si intuisce che c'è qualche cosa di strano in quei luoghi...
Non è girato male, la parte centrale è abbastanza inquietante e il regista gestisce bene il mix di generi (horror, thriller e commedia) ma non mi ha convinto del tutto, specialmente nel finale.
Esaltato da una certa critica che lo ha definito film intelligente e satirico, secondo me non lo è affatto; è semplicemente "ruffiano".
E non è nemmeno originale come sembra, perché quando i nodi vengono al pettine, non si può fare a meno di pensare ad un thriller dai toni horror di qualche anno fa che aveva praticamente lo stesso plot twist finale.
Ovviamente non citerò il titolo del suddetto film per non spoilerare nulla ma chi, alla fine, avrà visto entrambe le pellicole, non potrà evitare di notare le similitudini tra le due opere cinematografiche.
Per me, un film sopravvalutato.


VOTO: 6.5




giovedì 11 maggio 2017

SCARFACE-LO SFREGIATO -Mini Recensione-

Ormai vecchissimo gangster movie, girato nell'epoca dei veri gangster.
Molto violento per quei tempi, con l'ottima regia di Howard Hawks/Richard Rosson (prodotto da Hughes) e una sceneggiatura notevole.
Paul Muni, che interpreta lo "sfregiato" è incredibile nella parte, inoltre mi chiedo come sia stato possibile eludere la censura dell'epoca rappresentando in modo così palese il rapporto morboso e incestuoso tra "Scarface" Tony Camonte e la sorella Francesca.
Liberamente ispirato alla figura di Al Capone.
Davvero un gran bel film, comunque.

VOTO: 8








mercoledì 10 maggio 2017

L'UOMO CHE UCCISE LIBERTY VALANCE -Mini Recensione-

Per me il miglior western di John Ford, oltre che la miglior perfomance di Wayne, che riesce a tener testa, a tratti perfino ad oscurare, a un grande attore come James Stewart, qui perfetto nel ruolo dello sprovveduto cittadino dell'est che tenta di portare la civiltà nel selvaggio West.
Lee Marvin è meravigliosamente detestabile (ma credibile) e le auto citazioni "Fordiane" si sprecano: John Wayne è vestito come Ringo Kid di Ombre Rosse, il codardo Marshal cittadino è interpretato da un altro attore feticcio di Ford (Andy Devine) e risulta essere sposato con una giovane donna ispanica (con lo stesso identico nome) proprio come il suo personaggio in Ombre Rosse.
Insomma, tutti gli elementi classici dei western di John Ford in un unico film: "Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda".
Capolavoro.


VOTO: 9




martedì 9 maggio 2017

SFERA -Mini Recensione-

Ora dovrò leggermi il romanzo (e magari recensirlo) per vedere se la colpa di una storia così raffazzonata è anche di Crichton (ma non credo).
Il film parte bene, incuriosisce e non vedi l'ora di scoprire da dove viene quel velivolo ritrovato in fondo all'oceano.
Poi inizia il delirio e non capisci più nulla.
Levinson ci azzecca poco con questo genere di film e Hoffman ce la mette tutta nel provare a tenere a galla la baracca, a differenza degli altri attori. Sharon Stone (la peggiore) pare davvero annoiarsi a morte per tutto il tempo.
Finale insulso e da presa in giro, tanto che ad un certo punto il regista si disinteressa dell'origine dalla nave spaziale. Come ci è arrivata lì? Come e perché?

VOTO: 4.5





lunedì 8 maggio 2017

LA CADUTA DELLE AQUILE -Mini Recensione-

Probabilmente il miglior film di John Guillermin, regista secondo me piuttosto sottovalutato.
George Peppard qui è perfettamente in parte e gli basta quel suo tipico sorriso da canaglia per caratterizzare alla perfezione l'arrivista e bastardo pilota tedesco protagonista del film; fino alla fine non si sa se adorarlo o detestarlo.
Le battaglie e le evoluzioni aeree sono girate benissimo e non pesano più di tanto gli inserti con gli attori girati in studio davanti ad uno schermo (ma era tipico di quegli anni). La scena finale, con le carrellate da dietro il pubblico che assiste alle evoluzioni del monoplano sullo sfondo, l'ho sempre trovata grandiosa. Si sa che deve accadere qualche cosa, ma non sai quando...
Ottimo anche il resto del cast (James Mason su tutti), però in originale gli attori tedeschi hanno un marcato accento teutonico rispetto a quelli anglosassoni e la cosa infastidisce.
Da rivalutare

VOTO: 7,5


domenica 7 maggio 2017

L'ULTIMO SAMURAI -Mini Recensione-

L'ultimo samurai, ovvero: se l'imperatore bimbominkia si fosse svegliato prima, avrebbe evitato un inutile massacro...
Scherzi a parte, non è poi tanto male questo film.
Certo, Tom Cruise si sforza fino all'ultimo di sembrare convincente nel ruolo del militare alcolizzato afflitto dai rimorsi e a tratti ce la fa, ma praticamente tutti gli attori giapponesi presenti sono più bravi di lui (Ken Watanabe rules), la storia poi è praticamente Pocahontas in Giappone e la regia di Zwick abusa troppo del rallenty nelle scene di battaglia, ma la pellicola funziona.
La pomposa ed epica musica di Zimmer aiuta molto, ma rimane un film ben girato che non mi annoia nemmeno dopo l'ennesima visione.


sabato 6 maggio 2017

KICK-ASS -Mini Recensione-

Per la serie: la dura e violenta realtà di un novello supereroe.
Dissacrante, scorrettissimo, citazionista e un sacco divertente.
Abbiamo Nicholas Cage nella sua migliore performance degli ultimi anni (qui è Big Daddy ma è praticamente un Bat Man migliore di quello Affleck), una Chloë Grace Moretz bambina ma tremendamente cattiva e Aaron Taylor Johnson nei panni di Kick-Ass, una specie di Spiderman/Peter Parker ancora più sfigato.
Un film che non si prende mai troppo sul serio ed è per questo motivo, paradossalmente, che lo ritengo uno dei migliori Cinecomic mai girati.
E domani mi guardo il sequel.

VOTO: 7,5





venerdì 5 maggio 2017

SAINTS & SOLDIERS -Mini Recensione-

Vorrei segnalare un film bellico indipendente molto buono.
Ardenne, 1944.
Quattro soldati americani scampati fortunosamente al massacro di Malmedy e armati di un unico fucile, devono provare a ricongiungersi con le forze alleate e, per complicare ulteriormente le cose, si aggrega a loro un aviatore inglese paracadutatosi in quella zona; quest'ultimo è anche in possesso di preziose informazioni in codice che deve consegnare personalmente a chi di dovere.
Un piccolo grande film, ben girato e recitato, molto "spirituale" (ma niente di eccessivo), per nulla scontato e privo di qualsiasi retorica.
Ammetto pure che mi ha fatto un po' commuovere.
Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati del genere (e non).


giovedì 4 maggio 2017

I MAGNIFICI 7 -Mini Recensione-

Eccolo qua, il mio western preferito.
Un film perfetto, senza una sbavatura. Inquadrature perfette, regia impeccabile (Sturges saprà ripetersi in questo modo anche con LA GRANDE FUGA) , il passo felino di Brynner, lo scanzonato McQueen, la sbruffonaggine di Buchholtz, la codardia di Vaughn, l'apparente pigrizia di Coburn, l'espressione granitica di Bronson e il solito Wallach che ti rimane simpatico anche se interpreta il villain di turno.
Come ho detto tante volte, è il MIO western per antonomasia, quello che da bambino attendevo con entusiasmo che passasse in tv per rivederlo.
Per non parlare della storica e ormai mitica colonna sonora.


VOTO: 9

mercoledì 3 maggio 2017

LA NOTTE DELL'AQUILA -Mini Recensione-




Adoro  John Sturges, un regista secondo me troppo sottovalutato.
Ecco il suo ultimo lavoro, un film bellico alla vecchia maniera. Non un capolavoro ma comunque ben interpretato e girato con professionalità. E' interessante perché qui si ribaltano i soliti cliché del genere: i protagonisti sono un gruppo di paracadutisti nazisti in missione segreta sul suolo inglese, ma sono loro i "cattivi" del film, in realtà.
Eppure non si può far a meno di tifare per loro, almeno un poco, anche perché come controparte troviamo degli alleati americani piuttosto fessi ed incapaci.
Ottima la performance di Donald Pleasence, che interpreta un Himmler opportunista ma allo stesso tempo abbastanza idiota. Michael Caine caratterizza molto bene il suo colonnello Steiner, Sutherland gigioneggia come al solito e anche Robert Duvall è una garanzia.


Voto 7




martedì 2 maggio 2017

KONG: SKULL ISLAND -Mini Recensione-

Davvero una figata di film.
Molto anni 70/80 e non solo per l'ambientazione perfettamente ricreata (pare quasi un film del decennio degli 80's ambientato però 10 anni prima) ma anche per l'ingenuità a tratti della storia che richiama, appunto, le pellicole dell'epoca.
Bravi gli attori (perfino Samuel L. Jackson mi ha convinto), con un John C. Reilly però una spanna sopra tutti.
Qualche difettuccio c'è, tipo l'uscita di scena troppo anonima di uno dei protagonisti principali (non dico quale, ovviamente) e altre piccole sbavature di sceneggiatura.
Ma è un film molto divertente e citazionista (c'è molto di Apocalypse Now ma non solo) che probabilmente prende a schiaffi tutti i vari blockbusters degli ultimi tempi.
Sicuramente anche migliore del King Kong di Peter Jackson, dove la presenza e la caratterizzazione dello scimmione risultavano davvero pesanti.
Consigliato!

Voto: 7+


lunedì 1 maggio 2017

AIR FORCE ONE -Mini Recensione-

Il pur bravo Wolfgang Petersen, da quando si è affermato come regista di successo a Hollywood, spesso si lascia coinvolgere filmacci come questo.
Air Force One non è che sia poi così pessimo, Gary Oldman è bravo come sempre e anche Harrison Ford è una garanzia; è però un film molto altalenante ed eccessivamente "fascista", come lo definirebbe qualcuno, con i soliti terroristi stereotipati e idioti (per la serie: mandiamo pure uno alla volta a cercare il guastafeste nella stiva dell'aereo), i compatrioti americani senza macchia che si immolano per salvare "il Presidente" e un'infinità di luoghi comuni, finendo poi per non farci mancare nemmeno un finale alla Airport...
Eccessivamente ridondante  di "americanismo" anche per i miei gusti.






domenica 30 aprile 2017

ROGUE ONE -Mini Recensione-

Quando è uscito, lo scorso Natale, avevo sentito commenti entusiasti da parte dei fan di Star Wars, quindi mi aspettavo qualche cosa di più. 
Invece ho trovato la storia e lo sviluppo alquanto prevedibili, sopratutto nella battaglia finale quando è facile intuire esattamente la sorte dei personaggi principali; questi ultimi, poi, appaiono piuttosto stereotipati: l'eroina che inizialmente è disinteressata a seguire la causa dei ribelli, l'androide che non la vede di buon occhio, i due ribelli che battibeccano per tutto il film ma che non possono fare a meno l'uno dell'altro, (ATTENZIONE SPOILER) l'immancabile sacrificio della coppia protagonista...

Buone le musiche, che richiamano molto i temi originali di John Williams e ovviamente gli effetti speciali. Regia anonima e conforme a quella dei soliti blockbusters americani (tante esplosioni, fotografia patinata, originalità zero).
Questo spin off è forse superiore al capitolo VII della saga ufficiale, anche se non ne sarei così sicuro.




sabato 29 aprile 2017

PRIGIONIERI DELL'OCEANO -Mini Recensione-



Finalmente sono riuscito a recuperare un altro capolavoro del Maestro del brivido.
Non è certo l'Hitchcock degli ultimi anni, almeno per le tematiche, ma si può comunque riconoscere il suo tipico tocco e la capacità di portare lo spettatore esattamente dove vuole.
Una nave è appena stata silurata da un U-boot tedesco; a bordo di una scialuppa si ritrova un gruppo di superstiti del naufragio ai quali si aggiunge un marinaio del sommergibile nazista a sua volta affondato..
Ci si può fidare del (presunto) capitano tedesco accolto a bordo della scialuppa? Sembrerebbe di sì, ma il pubblico è sempre un passo avanti perché "Hitch" ci mostra cose che i compagni di naufragio non sanno di lui, così la suspense e la paranoia non ti mollano mai.
Poi ci sono le storie dei vari personaggi, svelate un poco alla volta.
Il film non annoia mai, ci sono molti capovolgimenti di fronte che spostano le simpatie (e le antipatie) da un personaggio all'altro in continuazione.
Alla fine rimarrà una sola persona moralmente integra, che non indicherò, perché sono sicuro che in molti non abbiano mai visto questo capolavoro che entra di diritto tra i miei preferiti del grande Alfred Hitchcock.

Voto: 8.5





IL PATRIOTA -Mini Recensione-

Siamo tutti d'accordo che questo film sia pieno zeppo di patriottismo americano, un valore che noi europei e italiani non potremo mai capire.
Secondo me tecnicamente è molto valido, Emmerich eccede solo un po' troppo nell'uso (scontato) del rallenty in alcune scene, ma penso di poter dire che sia il suo film migliore, seppur molto "ruffiano" col pubblico americano (le inquadrature con la bandiera sventolante a stelle e strisce si sprecano), però almeno non ci sono clamorose ingenuità di sceneggiatura come in tutte le altre sue pellicole.
Gli dà anche una grossa mano l'epica colonna sonora di John Williams, comunque.
E chi, poi, meglio di Mel Gibson potrebbe interpretare un personaggio come quello di Ben Martin, l'eroe del film, che pare vincere la guerra d'indipendenza americana quasi da solo?
Certo, gli inglesi sono rappresentati come idioti e cattivi fino al midollo e l'antagonista di Martin è davvero un detestabile "son of a bitch" senza sfumature, ma nel contesto tutto funziona e, nonostante la durata di 3 ore, non annoia praticamente mai.
Dopo questa mia ultima visione, quindi, mi sento di rivalutare questo film.
E poi adoro certe "americanate".



venerdì 28 aprile 2017

IL CAVALIERE PALLIDO -Mini Recensione-

Grande western "moderno" che secondo me se la gioca con Gli Spietati, altro capolavoro di Eastwood.
Una specie di remake non dichiarato de Il cavaliere della valle solitaria, ma non solo. C'è anche un po' di Sergio Leone.
La regia di Eastwood è impeccabile e senza fronzoli come al solito, con molte sequenze da antologia: il montaggio alternato dell'inizio, lo scontro finale tra il predicatore e i Marshals, quest'ultimo citato da Kevin Costner nel suo bellissimo Open Range, a mio modo di vedere.

Voto: 8



giovedì 27 aprile 2017

LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE -Mini Recensione-

Lo ammetto, ero molto prevenuto riguardo a questo film, anche per via del modo di girare e vedere le cose di Mel Gibson: patriottismo, retorica, eroismo portato all'estremo...
Ma porca miseria, che cavolo di filmone!
Gibson non è Spielberg, ma se l'avesse girato quest'ultimo in molti avrebbero gridato al capolavoro assoluto.
Da quando uscì Salvate il soldato Ryan, tutti i film bellici dovettero confrontarsi con la famosa scena iniziale del suddetto film, ovviamente senza riuscirci.
Qui c'è una grande scena che riesce, quanto meno, a tener testa a quella con Hanks/Miller e il "suo" sbarco in Normandia e, se non fosse per un paio di "cafonate" che si potevano evitare, probabilmente Gibson avrebbe "battuto" Spielberg.
Ottima anche la prova di Andrew Garfield.

Voto: 8




mercoledì 26 aprile 2017

PHILADELPHIA

Ci ha appena lasciati Jonathan Demme.
Ammetto di non essere mai stato un suo fan accanito, ma indiscutibilmente era uno dei più grandi.




Mi sono riguardato Philadelphia, con un ancor giovane Tom Hanks che vinse un Oscar sacrosanto, ottimamente supportato da Denzel Washington (il quale avrebbe meritato almeno una nomination) e altri bravi attori.
La regia di Demme è strepitosa, sia tecnicamente (con l'uso della soggettiva in alcune parti, uno stile documentaristico in altre), sia nella messa in scena. Nessun eccessivo sentimentalismo o enfatizzazione dello stesso, nessun "buonismo" nei confronti dei gay, solo la pura e semplice realtà.
Però alla fine non si può fare a meno di non commuoversi.

Ci mancherai, Jonathan.







STAR TREK III -Mini Recensione-

Terzo capitolo della saga originale di Star Trek...
Un film lento, con la regia dello stesso Nimoy a tratti farraginosa. Alcune scene con effetti speciali appaiono davvero datate, tanto da sembrare più "naif" di quelle viste nei capitoli precedenti.
Credo sia la terza volta che mi capita di vederlo e, come per le altre volte, non mi ha convinto.
Le battute migliori ce le ha McCoy, mentre anche Kirk sembra piuttosto fiacco e Christopher Lloyd, nella parte dell'avversario Klingon, mi pare un po' sprecato.
Sembra più un episodio della serie tv, che un lungometraggio per il cinema.
Abbiamo però ancora le musiche di James Horner che riescono a sostenere bene il film nelle scene di battaglia tra astronavi.
Insomma, probabilmente il peggior film della serie (ancora peggio del bistrattato capitolo V), almeno secondo il mio modesto parere.




martedì 25 aprile 2017

LA PISTOLA SEPOLTA -Mini Recensione-

Ci sono state molte icone western nella lunga storia del cinema ma nessuna, secondo me, pareva davvero credibile nel ruolo di un "gunslinger", o "pistolero", come lui.
Non sto parlando di John Wayne, né di Gary Cooper, neppure di Clint Eastwood... sto parlando di Glenn Ford.
Basta vederlo in questo film per notare quanto si sentisse a suo agio con un revolver in mano.
Il film è un piccolo gioiellino in B/N, con la tipica storia dei western di quel decennio (il film è del 1956): il protagonista che si fa scrupoli ad usare la propria pistola, vorrebbe cambiare vita, ma alla fine la legge del West lo costringerà ad usarla per regolare i conti con i cattivi una volta per tutte.
Ne avevo un ricordo molto vago fin da quando ero piccolo; mi ci sono voluti anni per capire quale era quel western di cui ricordavo (male) solo la parte in cui il ragazzino racconta al cattivo di turno che, in città, esisteva un pistolero più veloce e bravo di lui...
Rivedendolo, mi sono accorto di averne citato il finale nel mio corto western che girai quasi 3 anni fa; l'avevo quasi rimosso.
Onore a Glenn Ford ed a questo piccolo grande film da recuperare.

lunedì 24 aprile 2017

24 ORE -Mini recensione-

Credo di essere uno dei pochi a cui piace questo film.
Una coppia di criminali, aiutata dal cugino con problemi mentali di lui, si presenta a casa di un noto dottore e gli rapiscono la figlia. Dottore e moglie hanno 24 ore per pagare il riscatto, altrimenti...

Personalmente adoro Kevin Bacon (in lingua originale) quando fa il matto, la Theron è bella e brava e perfino Courtney Love pare (quasi) saper recitare.
La tensione c'è, la regia non è male, c'è anche qualche bella scena d'azione e il plot, tratto da un romanzo, mi pare anche abbastanza originale.
Eppure è un film bistrattato da critica e pubblico.